TEATRO IN DIOCESIUn corso per smascherare i cattivi attori della politica

Che cosa c'entra il teatro con la politica? A parte il teatrino della politica, c'è anche un senso positivo con cui guardare a questo insolito connubio. Lo propone Laura Aimo, tra le animatrici del secondo corso di “Teatro e politica” organizzato dalla Diocesi. Filosofa, cita Hannah Arendt, secondo la quale «le arti che non realizzano alcuna opera sono vicine alla politica» perché nella loro esecuzione «dipendono dalla presenza altrui». E veniamo a un altro punto di contatto tra i politici e gli attori che calcano le scene. «Un politico deve essere capace di persuadere il pubblico, mettersi dalla parte dell'altro, affrontando i temi da un altro punto di vista». Il laboratorio del corso sarà gestito da Serena Sinigaglia, regista teatrale e direttore artistico del Teatro Ringhiera.