Il teatro epico dell'Elfo porta in scena la paura dei talebani

Le incomprensioni tra Oriente e Occidente al centro di un cartellone ricco di sorprese

Una sfida a campo aperto, quella che il Teatro Elfo Puccini lancia al suo pubblico: lo invita ad un cartellone che vuole indagare sul senso dello spettacolo contemporaneo, ponendo gli spettatori come protagonisti. La domanda non è delle più semplici, ma l'idea che guida Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, direttori dell'Elfo, è quella di confrontare registi, attori e lavori di tipo estremamente vario per arrivare a definire le peculiarità del teatro di oggi. Ecco perché il cartellone prende il titolo di «una stagione nuova», e ecco perché in scena si troveranno davvero tutti i generi teatrali, con testi, registi e interpreti tesi a «riaffermare l'idea di un teatro epico', ovvero che parla di civiltà senza mai rinunciare a coinvolgere emotivamente e persino ludicamente lo spettatore» dicono Bruni e De Capitani. E così, per la nuova stagione 2018-19 che sta per iniziare si affronteranno tematiche storiche e sociali del nostro tempo, oltre ad approfondire i vari generi teatrali, tra cui la performance. Si vedranno infatti 48 spettacoli, tra ospiti, nuove produzioni e repliche, che spazieranno nel vario mondo che propone il teatro oggi. Due nuove produzioni, tra le altre, sono il cuore del nuovo cartellone dell'Elfo e indicano il senso di questa stagione: Afghanistan, a sua volta diviso in due spettacoli quali Il grande gioco e Enduring Freedom (23 ottobre-25 novembre), e Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (5 dicembre/13 gennaio). Afghanistan è un progetto commissionato dal Tricycle Theatre, la più grande officina di teatro politico inglese, a 13 attori scelti sulla scena angloamericana. Il risultato è un esperimento di drammaturgia a più voci che racconta il rapporto complesso e spesso fallimentare che l'Occidente ha avuto con questo paese meridionale, al centro dello scacchiere mondiale. Per portare Afghanistan in Italia Bruni e De Capitani hanno scelto 10 testi originali del progetto e li hanno realizzati in collaborazione con il Napoli Teatro Festival: 5 episodi, del periodo tra il 1842 e il 1996 compongono Il grande gioco, mentre Enduring freedom affronta gli anni attuali fino al 2010. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Simons Stephens, ispirato al romanzo di Mark Haddon, è invece uno spettacolo che si concentra sul punto di vista di Christopher, un ragazzo autistico che decide di indagare sulla morte di Wellington, il cane della vicina. Tra Paolo Fresu protagonista di Chet, dedicato al grande trombettista jazz Chet Baker (15-20 gennaio), Moni Ovadia come regista per dirigere Mario Incudine in Mimì dal 10 al 14 luglio in un omaggio a Domenico Modugno, non sarà solo la musica un tema frequente nei vari spettacoli proposti. In Amleto take away, dal 27 novembre al 9 dicembre, Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari scrivono e interpretano una nuova versione del dramma shakesperiano in cui Amleto diventa un «perdente consapevole» che si butta nella realtà della vita invece che isolarsi nella falsità dei social.