Il teatro fugge dal centro con storie di migrazioni e l'Odissea in Comasina

Un viaggio che inizia e non finisce. Un'Odissea alla ricerca delle origini e dei destini di una comunità. Il viaggio di Ulisse partito eroe e tornato uomo. Perché quando si parte e si diventa migranti, tornare come prima è impossibile: si sarà sempre stranieri nella propria patria. La migrazione e la vita vissuta. Questi i temi della 17ª edizione di «Da vicino nessuno è normale», la manifestazione - sostenuta dal Comune di Milano, Fondazione Cariplo, Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Corriere della Sera - che porta negli spazi dell'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, una nutrita selezione della produzione teatrale internazionale e apre annualmente uno spaccato di riflessione sulla città e i suoi abitanti. «Da vicino nessuno è normale» rovescia infatti per un mese intero - fino al 14 luglio - il rapporto tra centro e periferia e porta i milanesi, e non solo, ai margini della città. Anche quest'anno, malgrado la severità delle scelte che sono state compiute, la qualità artistica della proposta rende comunque il senso di ricerca del teatro finalizzata a suscitare un utile dibattito in città. Il viaggio di quest'anno si compirà ancora una volta insieme al pubblico, ai lavoratori di Olinda, agli adolescenti della Non-scuola, agli studenti di italiano della scuola di Asnada, agli abitanti della Comasina e agli attori del Teatro delle Ariette. Inaugurato giovedì con «Un'odissea in Comasina», esperimento di teatro per una comunità, un progetto di Paola Berselli e Stefano Pasquini in cinque appuntamenti («La zattera di Odisseo» 20 giugno, «Odisseo - Nessuno» 27 giugno, «Scilla, Cariddi e le Sirene - Il ritorno» 4 luglio, «La gara dell'arco» 11 luglio, «Lunga notte d'amore». «Abbiamo scelto di usare le parole di Omero tradotte da Emilio Villa, tagliate, triturate e infilate nelle nostre bocche moderne - spiega Stefano Pasquini - di raccogliere i pensieri, le voci e i volti della gente della Comasina, di osservare i luoghi del Paolo Pini e di incontrarci 5 volte al tramonto, in spazi diversi, ma sempre attorno a un cuoco e sempre attorno a un tavolo e a qualcosa da mangiare e da bere, per mettere in scena non l'Odissea, ma noi stessi, la nostra comunità catturata nell'atto di interrogare quelle parole antiche, quelle vecchie storie di un mondo che non c'è più e vive sprofondato dentro di noi nel mistero della sua disarmante attualità». «Da vicino nessuno è normale» allinea 16 spettacoli in 27 serate tra cui tre debutti nazionali: «In Casa Con Anne Sexton» di Milena Costanzo e Gianluca De Col che portano in scena le vicende di una «casa» vista come una teca chiusa, immobile nei suoi meccanismi reiterati di silente violenza privata; «P.P.P. Poeta Hip Hop», produzione Teatro delle Albe, un dialogo fatto di salti, rimandi, assonanze, rime e contraddizioni che utilizza la poesia di Pasolini come passaggio obbligato per costruire un immaginario profondo, «Comizi D'amore», un documentario di Pier Paolo Pasolini; e cinque spettacoli in anteprima. Tra i progetti speciali «Milano in 48 Ore», Instant Movie Festival che lancia la sfida di girare un corto a Milano in 48 ore (info: 02 66200646).