Telecamere davanti alle moschee Scontro sui nuovi vincoli regionali

Il centrodestra al Pirellone trova l'intesa e vara i requisiti per i luoghi di culto Nel mirino il bando del Comune ma Majorino avverte: «Noi andiamo avanti»

Telecamere agli ingressi collegate con la polizia locale, strade adeguate, posteggi e servizi. E «congruità architettonica col paesaggio lombardo». Niente referendum, ma l'obbligo di sottoporre i progetti alla conferenza di Valutazione ambientale strategica. Sono alcuni punti dell'accordo stretto ieri dal centrodestra per modificare la proposta di legge presentata in Regione dalla Lega per regolamentare la costruzione dei luoghi di culto. Pensando, ovviamente, alle nuove moschee. Probabile il voto già a gennaio, e le nuove regole aprono lo scontro sul piano moschee del Comune. I paletti vincolanti che il centrodestra si prepara a introdurre (con un Pd che non sembra contrario) mettono chiaramente nel mirino il bando a cui Palazzo Marino lavora da mesi. La battaglia che si apre fra il Pirellone e Palazzo Marino vede in prima linea Riccardo De Corato: «Il Comune blocchi la discussione sul bando in attesa delle nuove norme», dice annunciando ricorsi al Tar. Ma l'assessore comunale Pierfrancesco Majorino va avanti: «Le scelte regionali non cambiano di una virgola il nostro percorso».