Tennis, c'è azzurro nell'Avvenire

Il torneo dell'«Avvenire» per 42 anni terra di conquista straniera resta italiano e ciò conferma il buon momento di forma del nostro settore giovanile. Un anno fa un il pavese Filippo Baldi, sabato con il pugliese Andrea Pellegrino. Doppietta significativa nel più importante torneo europeo del tennis giovanile under 16.
Dai campi dell'«Ambrosiano» era cominciata l'ascesa verso il vertice del tennis mondiale di grandi numeri uno come Borg, Lendl, Wilander, Edberg e Ferrero e vi sono transitati vincitori di tornei del Grande Slam quali Ivanisevic, Noah, Panatta, Cash, Johansson e Del Potro. Fra le ragazze sono state numero uno Martina Hingis, Jennifer Capriati e Maria Sharapova. Baldi e Pellegrino sono distanti anni luce dai vertici ma l'importante è cominciare con tante prospettive interessanti. E questo resta comunque un bello squarcio d'azzurro nel futuro del nostro movimento.
Pellegrino in finale ha battuto l'argentino Franco Capalbo esprimendo un gioco più talentuoso e vario del suo avversario e confermando di avere una notevole maturità tattica nei momenti decisivi - in particolare per annullare tre set-point nel tie-break del primo set - con efficaci variazioni di ritmo e di colpi per sottrarsi al palleggio tipico della scuola ispano-sudamericana che rischiava di irretirlo.
Qualità tecnico-psicologiche che sono state tra l'altro ben supportate anche dall'efficienza atletica, spesso carente per la gran parte dei giovani tennisti italiani, che gli ha permesso di battere un avversario in più, il caldo torrido.
L'"Avvenire" rosa è andato invece a Sofya Zhuk, con 14 anni da compiere a dicembre diventa la più giovane nell'albo d'oro ed è la prima russa ad imporsi a Milano; Maria Sharapova di cui sembra la gaziosa miniatura, aveva perso in finale nel 2000. Ha battuto la quindicenne tedesca Anna Gabric, in una finale giocata da entrambe con troppa emozione, il gioco migliore l'avevano espresso nei turni precedenti, Positivo il bilancio delle ragazze italiane, con Verena Hofer ko in semifinale contro la terribile moscovita che in precedenza aveva travolto Capogrosso e Bronzetti e la canturina Chinalleto. Successo organizzativo per il direttore Giorgio Di Pietro come da tradizione, 279 partite in una settimana, quasi duemila bottiglie d'acqua minerale: è stata la più calda delle 49 edizioni.
Il testimone del tennis passa dai giovani ai professionisti, da oggi a babato il Challenge da 30mila dollari all'Aspria Harbour Club (parco Trenno). In campo due giocatori della Davis italiana, Filippo Volandri (prima testa di serie e. favorito) e Potito Starace. Ripartono per riguadagnare le molte posizioni perdute nella classifica mondiale. Altro motivo d'interesse la presenza di Gianluigi Quinzi, un anno fa vincitore del «Bonfiglio» under 18 al Tc Milano che comincia la verifica con le categorie superiori.