Testimonial vip nella mostra anti-bullismo

Magnoni Dompè: «Contro le discriminazioni indosso i guantoni da boxe»

Giannino della Frattina

Quadri tra le mani di testimonial di prestigio e un fotografo di talento. Gli ingredienti di una mostra pensata per denunciare l'«angolo», quello dove si nascondono bullismo, omofobia, razzismo e indifferenza.

«Cosa significa essere messo all'angolo?». «Come uscirne?». Sono queste le domande a cui devono rispondere i protagonisti di «Un angolo contro» dell'artista Alberto Loro (sua un'opera in esposizione permanente all'Istituto italiano di cultura a New York) a cura di Giacomo Nicolella Maschietti fino al 24 aprile al Teatro Franco Parenti in via Pier Lombardo.

Anima dell'iniziativa è ancor una volta la vulcanica imprenditrice Gabriella Magnoni Dompè che all'inaugurazione di ieri al suo fianco ha voluto Luca Bernardo, uno dei massimi esperti di bullismo, primario del reparto di Pediatria del Fatebenefratelli e direttore della Casa Pediatrica, ma anche responsabile del Centro nazionale sul disagio adolescenziale. «Il messaggio di questa campagna di comunicazione che proseguirà in altre tappe - spiega Magnoni Dompè - è che va rotto il binomio tra il bullo visto come un figo e il bullizzato considerato come un impiastro. Parlando di bullismo mi sento un pugile e indosso i guantoni. A mia figlia Rosyana insegno ogni giorno a credere in se stessa e a diffidare delle critiche improduttive. Spesso quello che gli altri ti dicono è una proiezione della loro infelicità».

Tra i testimonial la giornalista Lina Sotis («la vita è di chi reagisce ed esce dagli angoli»), il pugile Antonio Moscatiello («Partendo dall'angolo di un ring ho cercato di riscattarmi»), il campione dell'Armani basket Bruno Cerella («Può bastare leggere un libro per aprire la mente e uscire dall'angolo»), il gallerista Jean Blancheart («Essere all'angolo è l'indifferenza»), la vice presidente di Altagamma Francesca Bortolotto Possati («Amarsi con i propri difetti»), l'astrologo Antonuio Capitani («Non tutto il male astrale viene per nuocere»). E il campione del mondo Marco Tardelli: «L'amicizia è determinante. E lo sport insegna a essere migliori».