Con un tetto a piramide la cultura vola più in alto

Apre la nuova sede Feltrinelli, uno dei maggiori centri in Europa di documentazione. Sala: «Grande chance»

Dal quinto piano si può toccare il cielo con un dito. Letteralmente. Il tetto a piramide dell'edificio trasparente disegnato dallo studio Herzog&de Meuron si conficca nel cielo, e nel mondo delle Idee. Benvenuti nella sala di lettura della nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, uno dei maggiori centri europei di documentazione e ricerca nel campo delle scienze storiche, politiche, economiche e sociali. Qui, sotto il drappo rosso della Comune di Parigi dalle 9,30 alle 17,30 (dal lunedì al giovedì, e il venerdì dalle 9,30 alle 13,30) grazie alle quaranta postazioni con wi-fi, studenti, ricercatori, cittadini, potranno consultare le migliaia di documenti custoditi nei sotterranei. Al piano -2 di viale Pasubio si trova il tesoro della fondazione ovvero 12 km lineari di archivi, 270mila volumi, 16mila periodici, un milione e mezzo di pezzi d'archivio.

«Un patrimonio che diventa ora chance culturale per la nostra città» per il sindaco. «E la crescita culturale è una cosa a cui dobbiamo dare tutti contributo - continua Sala -. Da Milano vogliamo che il nostro Paese riparta anche in senso di sviluppo culturale: ci sono le infrastrutture, le metropolitane, ma c'è anche un pensiero di socialità e sviluppo futuro». Ed è proprio il futuro o meglio «il recupero del senso di futuro» il perno attorno al quale ruota l'elaborazione del pensiero e della riflessione della fondazione. Così il tema di fondo della festa dal titolo «Voices and Borders» che da questa sera fino a domenica animerà il nuovo spazio di cittadinanza, è appunto il rapporto tra individuo e collettività, tra azione personale e trasformazioni sociali. «Uno sguardo sul presente che parte dalla conoscenza del passato - spiega il segretario generale Massimiliano Tarantino - e dalla storia nella convinzione che cambiare le cose per migliorare le condizioni di vita di tutti è possibile. Perché l'utopia non è un sogno».

Salvatore Veca, presidente onorario, ha ricordato che, quando nel 1974 assunse la guida dell'istituzione «l'idea di fondo era mettere alla prova il repertorio di idee e di categorie ereditato con paradigmi diversi e a volte radicalmente alternativi, per avere una migliore comprensione dei mutamenti sociali e delle trasformazioni politico-economiche delle società e del mondo». «Oggi, a più di 40 anni di distanza da quei momenti - sottolinea il presidente Carlo Feltrinelli - ci siamo messi in moto per un progetto fuori dal tempo, da questo tempo, ma secondo noi necessario, e che deve tornare attuale».

Nella «nuova sede iconica per la casa delle scienze sociali» per dirla con le parole di Feltrinelli verrà tracciato il nuovo corso della Fondazione nata nel 1949. Diventare una piattaforma di confronto, una piazza che stimoli lo sviluppo del pensiero e delle idee, e uno spazio civile per sviluppare un dialogo e un pensiero orientati all'azione. Proprio per questo la Sala Polifunzionale sarà un luogo di ritrovo, incontro e scambio tra cittadini e le realtà più all'avanguardia della cultura nazionale e internazionale. Uno spazio di aggregazione, una piazza pubblica, e di pensiero e creatività pensato per ospitare mostre, dibattiti, performance, proiezioni. «Un luogo dinamico come l'autentica dimensione di cittadinanza dovrebbe essere» conclude Tarantino.