Ticket d’ingresso: il Comune incasserà tre milioni al giorno

Entrerà in vigore a gennaio ma restano da decidere le modalità. In autunno un referendum «on line» sul sito di Palazzo Marino

Una consultazione pubblica su internet, studi statistici sui flussi e incontri con tutte le istituzioni e le associazioni di categoria per decidere le modalità di applicazione del ticket d’ingresso in città. Solo le modalità, perché sulla sua introduzione non c’è ormai più nessun dubbio. «Si parte da gennaio», assicura il sindaco Letizia Moratti. Una prima fase sperimentale con il «gratta e passa», scheda simile a quella del parcheggio che i non residenti si dovranno procurare prima di entrare in città. Per i varchi elettronici, con telepass o lettura ottica della targa, bisognerà invece aspettare primavera 2008. Praticamente decisi i limiti territoriali. Si era parlato addirittura della cerchia dei Navigli, poi della circonvallazione esterna (quella della 90-91), più realisticamente si arriverà ai confini della città. Magari lì dove già ci sono i parcheggi di corrispondenza e l’automobilista potrà scegliere se pagare tre o più euro oppure più ragionevolmente lasciare l’auto e proseguire con i mezzi pubblici. Cascina Gobba, Famagosta, Cologno, Bisceglie, Molino Dorino o Sesto Marelli diventeranno alcuni degli snodi d’interscambio. E, se così sarà, la speciale commissione composta da Comune, polizia locale, Agenzia per la mobilità e per l’ambiente, potrebbe decidere di bloccare le tariffe di sosta per invogliare i pendolari a lasciare l’auto. Ancora da fissare le cifre, ma l’assessore Edoardo Croci ospite ieri pomeriggio a Radio24 è stato chiarissimo. «Ci ispireremo - le sue parole - a un principio accettato dall’Europa: “chi inquina paga”. Questa non è una tassa, ma un pedaggio commisurato alle emissioni inquinanti». Salata, dunque, per i diesel e le auto più datate, addirittura gratuita per i veicoli Euro4 e per quelli ecologici (elettrici o a metano). In bilico le moto («Forse pagheranno i due tempi che inquinano di più»).
Fa già di conto Lanfranco Senn, cattedra alla Bocconi e grande esperto di traffico ascoltatissimo dalla Moratti. Secondo le sue previsioni, un ticket fissato fra i 4 e i 5 euro porterebbe a Palazzo Marino un’entrata giornaliera stimabile fra i 2 e i 3 milioni di euro. «Denaro - assicura Croci -, che sarà destinato allo svulluppo delle infrastrutture e al potenziamento del trasporto pubblico locale». Pedaggio, ma non solo. «Un ticket - spiega Senn - è efficace per scoraggiare l’ingresso di auto inquinanti solo se il suo costo non scende sotto la soglia minima di 3, 4 euro. L’aggravio mensile deve essere tale da spingere a rinunciare alla comodità dell’auto e a scegliere soluzioni alternative. Ma sono tanti gli aspetti che devono essere presi in considerazione: garantire linee di trasporti pubblici adeguate per sostituire il mezzo privato, combinare il ticket per i non residenti con imposizioni anche sui residenti (divieti di circolazione, parcheggi a pagamento), introdurre adeguati sistemi di controllo». D’accordo anche Legambiente. Una soluzione «efficace» che, per il presidente nazionale dell’associazione ambientalista Roberto Della Seta, farebbe diventare Milano «la seconda città italiana all’avanguardia in Europa nella lotta allo smog e al traffico, accanto a Londra e Oslo». Controcorrente naviga Dario Fo che parla di una «rapina ai danni dei cittadini». «A Londra - attacca il Nobel - prima della tassa d’ingresso hanno triplicato il numero dei mezzi pubblici. Da noi sono obsoleti e ingombranti: bisogna cambiarne almeno la metà e moltiplicarli per tre. Senza contare i tempi d’attesa che spesso superano i 15-20 minuti».