«Tolleranza zero contro la merce contraffatta» Predolin: «Da settembre via ai controlli a tappeto, giro di vite anche per chi acquista. Serve un pool di giudici solo per questo reato»

Roberto Bonizzi
Piermaurizio Di Rienzo

Stroncare il mercato dei falsi. Bloccando offerta e domanda. «Da settembre proseguirà la “tolleranza zero” contro i venditori di merce contraffatta, in più inizieremo a colpire anche i consumatori». Roberto Predolin, assessore al Commercio di Palazzo Marino, ha lanciato la «campagna d’autunno» che sarà mirata a bloccare il commercio illegale di finti oggetti di marca. Un’operazione che sfrutta la nuova legge anti-contraffazione, «che finalmente è arrivata a regolamentare la giungla precedente» commenta l’assessore. Ma una normativa definita «migliorabile, sotto alcuni punti di vista. Ad esempio quello delle multe, che ora si aggirano intorno ai 3.300 euro. Nelle prossime settimane cercheremo di definire un nuovo “tariffario”, che risulti adeguato all’oggetto comprato». E ancora la richiesta alla Procura per avere un pool di magistrati dedicati esclusivamente alla lotta contro la contraffazione.
Faccione da pirata, armato di sciabola e bandana. «A Milano la contraffazione si combatterà anche con i manifesti di una grande campagna di comunicazione che partirà proprio a settembre» promette Predolin. E l’assessore con le deleghe al Commercio rilancia un altro suo pallino: gli spettacoli nelle piazze e nelle vie degli abusivi per sottrarre spazio a chi vende i «tarocchi». Evitando, così, di indurre in tentazione milanesi e turisti. «È già stata contattata un’associazione di artisti di Brera per organizzare iniziative culturali tra il venerdì e il sabato».
Misure molteplici perché il giro dei falsi preoccupa. E non poco. Gli ultimi dati del centro studi anti-contraffazione di Milano, varato da Predolin insieme a Camera di commercio, associazioni della grande distribuzione e della moda, dogane e guardia di finanza, dicono che il valore degli articoli taroccati rappresenta ormai il 5-7 per cento del commercio mondiale, per un importo complessivo di oltre 300 miliardi di euro l’anno. Sette solo in Italia, terzo Paese per acquisti di falsi, ma primo produttore di merce contraffatta al mondo. Le perdite fiscali, a livello europeo, hanno raggiunto otto miliardi di euro nel settore dell’abbigliamento e quattro nell’industria dei giocattoli. A Milano il fenomeno ha fatto registrare un’ascesa esponenziale con un incremento del 1.300 per cento negli ultimi dieci anni. Solo dall’inizio del 2005, tra la città e l’hinterland, le forze dell’ordine hanno recuperato complessivamente 72 milioni di pezzi, provenienti nel 70 per cento dei casi dal Sud-est asiatico. I settori più colpiti dal commercio illegale sono pelletteria, industria calzaturiera, elettronica e giocattoli.
«Grazie al protocollo d’intesa firmato dal centro studi anti-contraffazione con la prefettura le operazioni di sequestro della merce sono state coordinate tra annonaria, carabinieri e Guardia di finanza - spiega Predolin -. La parte del leone è toccata alle Fiamme gialle che sono riuscite a individuare le organizzazioni e le persone che gestivano gli stock della merce, il canale di rifornimento per i venditori abusivi che operano in strada e nelle piazze. I vigili si sono occupati dei controlli all’interno dei mercati comunali, quintuplicando i sequestri, mentre i carabinieri hanno “raccolto” cd, dvd e materiale elettronico in quantità». La parte dell’offerta, all’interno del mercato dei falsi, ha subito un attacco deciso. Non ancora decisivo. «Anche con lo spostamento a Porta Genova della fiera di Senigaglia siamo riusciti ad arginare il fenomeno dei venditori abusivi di “tarocchi”» dice l’assessore.
E da settembre le forze dell’ordine si concentreranno sul versante della domanda. «Le multe da 3mila euro non hanno nessuna logica - è il giudizio di Predolin -. Serve una “scala di valori”: un tariffario che faccia corrispondere a un determinato acquisto una multa equa e adeguata». Un’operazione complessa per annullare la prima legge dell’economia: evitare che offerta e domanda si incontrino.