Le torbiere della Franciacorta un'Arca di Noè a cielo aperto

La riserva di 360 ettari a un passo dalle grandi città Un mondo poco conosciuto che regala belle sorprese

Marta Calcagno Baldini

Non solo pipistrelli insettivori, che comunque, paura a parte, sono i principali consumatori di parassiti notturni, e quindi si tratta di animali che aiutano a controllare le popolazioni di insetti dannosi per l'uomo (zanzare) o per l'agricoltura. Nella riserva naturale delle Torbiere del Sebino (in Franciacorta), nei suoi 360 ettari di estensione ad una altitudine di 185 mt. s. l.m. , girano liberamente, e tutelate, ben 239 specie di uccelli, oltre a numerosi tipi di insetti, pesci. Il tutto in una flora che incanta per il suo equilibrio naturale, tra canne di bambù, felci e ninfee: siamo in una specie di Arca di Noè a cielo aperto. Qui si muove liberamente il basettino e il tarabuso (volatile migratore piuttosto raro che vive principalmente nei canneti). Oltre ai «classici» cigni, anatre, martin pescatore, o l'airone rosso e grigio, gli scoiattoli e le libellule, è stato avvistato anche un falco pescatore nel continuo lavoro di monitora mento e tutela del territorio. La riserva si può visitare tutto l'anno, tutti i giorni della settimana, ed è richiesto il pagamento di un ticket di un euro a persona per i non residenti (i biglietti si acquistano presso le biglietterie automatiche ai tre ingressi: Nord, a Iseo, presso il Centro Accoglienza visitatori, di fronte al campo sportivo. Ingresso centrale: a Provaglio d'Iseo, presso il Monastero San Pietro in Lamosa, un ex monastero cluniacense di epoca addirittura antecedente il V secolo d.C, il primo in Italia. Ingresso Sud: a Corte Franca presso l'Infopoint, Via Segaboli).

Il tratto centrale delle Torbiere è caratterizzato dalla presenza di pontili e passerelle in legno che si snodano nel cuore della riserva, tra percorsi e camminamenti su pontili, è raccomandato un comportamento adeguato (non si possono portare animali, biciclette, niente pesca, né schiamazzi. Inoltre i gruppi superiori alle sei persone possono accedere solo se accompagnate da una delle guide ufficiali della riserva, www.torbieresebino.it). Tra visite autonome e guidate, le Torbiere provvedono anche ad organizzare momenti di sensibilizzazione sul territorio: dal 5 al 9 settembre, ad esempio, si terrà l'ultima delle «Settimane verdi in Riserva», il programma per bambini di giornate a contatto con le meraviglie di flora e di fauna. «Queste iniziative aumenteranno dice Emma Soncini, bresciana classe 1976, Forza Italia, esperta del territorio e neo presidente delle Torbiere -. Lo scorso maggio i sindaci di Iseo, Corte Franca e Provaglio mi hanno chiesto di entrare in carica come figura di riferimento per questa preziosa area, e per me è in impegno molto importante». Le Torbiere non sono abbastanza conosciute. Esperti di botanica e studiosi della fauna si aggirano armati di macchine fotografiche potentissime, mentre pochi corridori si allenano tra i sentirei. Le biciclette sarebbero rigorosamente vietate: qualche maleducato si trova sempre, ma a parte certe sorprese sgradite la ricchezza ambientale del luogo supera ogni aspettativa e colma ogni delusione. «Per creare cultura del territorio- dice ancora la Soncini - bisogna coinvolgere anche tutti i viticoltori dell'area e allo stesso tempo gli operatori turistici: a settembre organizzerò per questi un corso che spieghi loro cos'è e come nasce la riserva, e solo dopo la frequentazione riceveranno un adesivo con lo stemma delle Torbiere che possono attaccare nel loro hotel, ristorante o quant'altro, per dirsi promotori dell'area». La storia delle Torbiere, infatti, non è assolutamente scontata: l'area prende il nome dalla «torba», un deposto di resti vegetali in seguito al ritiro dei ghiacciai. Già dalla fine del 1700 si sperimenta l'uso della torba come combustibile, nel 1800 il giacimento delle Torbiere di Iseo inizia ad essere sfruttato in modo massiccio. Si continuò ad estrarre fino agli anni '50 Tra la ricchezza naturale di oggi e la storia, le informazioni da diffondere sono parecchie. E i risultati già si iniziano a vedere: lo scorso luglio Trip Advisor ha promosso le Torbiere con un Certificato d'eccellenza ambientale e ricettiva. Inoltre solo dal 17 agosto di quest'anno l'area delle Torbiere è designata tra le 37 Zone Speciali di Conservazione (Zsc) della regione biogeografica alpina e 101 Zsc della regione biogeografica continentale insistenti nel territorio della Lombardia.