Torna la mostra sull’omosessualità ma al Museo della scienza e tecnica

Un altro, ennesimo dietro front quello della mostra più discussa della stagione meneghina che, ormai, sembra abbia perso il senso dell’orientamento. Stiamo parlando di «Vade Retro, Arte e omosessualità», la mostra inaugurata (il 9 luglio) e mai aperta al pubblico, tuttora allestita a Palazzo della Ragione. L’assessore alla Cultura di Palazzo Marino Vittorio Sgarbi ha perso la bussola? Napoli, Isernia, Campobasso, Campione, Sesto San Giovanni, Arconate, Londra: le 150 opere «apolidi», vagano alla cieca per l’Italia. L’assessore Sgarbi ha le idee chiarissime in merito: «La mostra deve rimanere a Milano» è la frase che come un mantra si ripete e ripete ai suoi collaboratori, forse sperando nel potere di convinzione della ripetizione. E qualcuno, in realtà, è riuscito a convincere.
Fiorenzo Galli, direttore del Museo della Scienza e della tecnologia, infatti, che dal 4 settembre ospiterà il festival del documentario, ha detto di essere molto interessato. Ieri pomeriggio la telefonata tra l’assessore alla Cultura e il direttore del museo, «ha detto che vuole la mostra» esultava ieri pomeriggio Sgarbi. Così convinto che ieri alle 20 ha visitato «Vade Retro» accompagnato dal critico d’arte. «È una mostra per bambini - commentava Sgarbi - lo pensa anche Zanonato (il sindaco di Padova) che l’ha voluta».
Ancora una volta il «maestro indiscusso della provocazione» Sgarbi forse - il condizionale è diventato d’obbligo per questa mostra - ha trovato l’escamotage vincente per fare di testa sua. Se inizialmente sembrava che la mostra, privata di una decina di opere per la censura del sindaco Moratti, soprannominata per questo dallo stesso Sgarbi «Suor Letizia», dovesse partire per Napoli e Londra, l’ultima versione, che risale alla settimana scorsa, era stata quella di «rimandare l’esposizione al 2008 per costruire una mostra sull’omosessualità più ampia e articolata» come il sindaco stesso aveva chiesto con insistenza. Poi un nuovo colpo di scena: la mostra potrebbe traslocare a Padova (come infatti avverrà) e a Campione. Ieri in piazza Scala l’ennesimo cambio di rotta: «Vade retro» torna a Milano e apre a settembre al Museo della scienza e della tecnologia, per poi andare a Padova.
La notizia piomba come un fulmine a ciel sereno in una Milano che due giorni fa ha accolto le dichiarazioni dell’Arcigay e degli organizzatori del Festival gay lesbico, con poca sorpresa in verità, di non voler partecipare a Festival, la mega rassegna che riunisce tutti i festival del cinema meneghino: «Non ha senso partecipare a qualunque altra iniziativa del Comune - si legge nella lettera diffusa dagli organizzatori -, soprattutto considerando che il 20 luglio in giunta è stato deliberato il patrocinio ad alcune delle manifestazioni partecipanti alla rassegna: è evidente una pregiudiziale di tipo omofobo nei nostri confronti».