La Torre Velasca si illumina di blu

Il grattacielo per le feste di Natale e fino a maggio colora alla sera la scenografia urbana. Una mostra - installazione multimediale aperta al pubblico nello Spazio Velasca racconta la storia della Torre e della Milano degli Anni Cinquanta con l'affermazione dell'alta moda, del design, dell'arte, dell'architettura

La Torre Velasca si illumina di blu per queste feste di Natale, scenografia urbana spettacolare come lo è lo storico grattacielo che sarà riproposta ogni giorno dalle 17.30 alle 23 fino a maggio con lo spettacolo Luci e Musica alla Torre Velasca. Progetto culturale promosso da Unipol, proprietaria della Torre, nell’ambito di Urban Up e che fa seguito a Opening Velasca realizzato in occasione di Expo Milano 2015, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano, il supporto di diverse associazioni categoria, fra cui Confcommercio Milano, e di aziende partner. Luce blu all’esterno, sulla facciata, all’ingresso e sulla piazza che invita a entrare nella Torre dove, all’interno, dove il “racconto” prosegue con una installazione multimediale evocativa ed emozionante nello Spazio Velasca dedicata alla storia dell’edificio e al suo legame con Milano. Grattacielo aperto alla città anche attraverso altre iniziative che sono cantiere, come concerti che spazieranno dalla musica classica a quella underground.

Ad accendere le luci l'assessore al Commercio Franco D'Alfonso insieme con i vertici di Unipol. "Milano è la città che ha registrato il maggior numero di cambiamenti e ora - ha detto D'Alfonso - siamo all'alba di un nuovo cambiamento, sempre caratterizzato come gli altri dalla presenza pubblica come facilitatore dei progetti e da quella degli operatori privati attenti alla collettivita. Unipol sta intervenendo per sanare una delle ferite della città e ridare bellezza a un suo simbolo, illuminandolo. Vogliamo rendere la città vivace, viva, un traino ma che sa anche godere di se stessa con una consapevolezza nuova".

L’installazione nello Spazio Velasca propone una sequenza di schermi a forma di vele sulle quali sono proiettate immagini che disegnano un percorso visivo originale con video che creano apparizioni, sdoppiamenti e prospettive nuove che avvolgono lo spettatore, realizzati con videoproiettori e proiettori teatrali. Suggestioni che raccontano la Torre e il contesto sociale e culturale del periodo nella quale è stata costruita (fra il 1950 e il 1959), quello del “miracolo economico”. Le immagini storiche dell’edificio delineano l’originalità del progetto dopo le distruzioni della guerra e fanno emergere la sua importanza nel panorama della città, soffermandosi in particolare sui contrafforti della Torre che sono un segno peculiare della costruzione e che stanno alla base del progetto architettonico. Ma viene anche rappresentata la società di quel periodo attraverso una serie di immagini della moda, della pubblicità e di personaggi che resero unico quel periodo.

Quegli anni rappresentano il decennio d’oro della Callas alla Scala e il periodo dove lo stile dell’alta moda italo-meneghina è affidata alla stilista Biki. Sono gli anni in cui Milano s’impone anche come punto di riferimento del fashion e internazionale, l’inizio di un’epopea di stile e creatività che continua ancora oggi. Ma la Torre è raccontata attraverso la storia del design, dell’arte grafica e pittorica più significativa degli anni ‘50 con immagini di riviste e opere grafiche, oggetti di design di architetti come Gregotti e Albini e opere di artisti come Accardi, Afro, Capogrossi, Dorazio, Fontana, Turcato, Vedova. Tutti personaggi che in quel periodo hanno determinato profondi mutamenti e rivoluzioni formali. E ci sono frame di alcuni film ambientati a Milano con la Torre velasca come set de Il Vedovo di Dino Risi, Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo. Lo spazio espositivo è aperto al pubblico gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 21.

I materiali iconografici sono stati tratti da pubblicazioni e documenti delle Biblioteche Civiche e da archivi privati. Il progetto è curato dallo scenografo e regista Sebastiano Romano, un artista che ha lavorato in importanti teatri come l’Arena di Verona e ha curato numerosi spettacoli e festival culturali e dallo Studio Comunicazione & Immagine di Mariella Di Rao, specializzato nella realizzazione, organizzazione e comunicazione di progetti culturali e di illuminazione scenografica di palazzi e aree urbane.