Dalla Torre Galfa ai cinema: a rischio esproprio 175 stabili

C'è l'ex cinema De Amicis, un «cantiere abbandonato» in pieno centro, Ma anche lo storico Palazzo Citterio in via Brera, sebbene pubblico e - agli atti - «in corso di «riqualificazione» sarà attentamente monitorato dal Comune. Come la Torre Galfa, ex proprietà di Ligresti, già al centro delle cronache per una memorabile occupazione del collettivo Macao: è in atto un progetto congiunto di ristrutturazione, ma intanto compare nella lista. E ci sono gli ex cinema Splendor, Maestoso, Luce, Adriano, una lunga serie di negozi e abitazioni vuote o con le finestre murate, vecchie fabbriche o edifici postali segnalati in tutte le 9 zone. Un elenco di 175 immobili e aree in stato di abbandono o degrado e dunque, secondo il nuovo regolamento edilizio in discussione da ieri in Consiglio comunale, a rischio di esproprio. É l'articolo più contestato di tutta la norma. L'opposizione ha depositato circa 300 emendamenti in buona sostanza per fare ostruzionismo a quel passaggio: «Va eliminato». Ma è «un passaggio fondamentale» per la giunta, come conferma il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, pronta invece ad accogliere altre richieste di modifica. Su questo punto, l'unica apertura è sulla richiesta che sia l'aula ad avere l'ultima parola sugli edifici in questione. La giunta ha difeso da dicembre, quando ha deliberato il regolamento, e nelle decine di commissioni con gli operatori, la possibilità di obbligare i proprietari di aree dismesse da almeno 5 anni a recuperarle, in un modo o nell'altro. In caso di rifiuto, potrebbero scattare l'esproprio, la requisizione, un intervento diretto del Comune per il restyling o bandi per affidarli a privati. Ma dopo mesi di discussioni e polemiche senza poter entrare nel merito, ha finalmente consegnato ai consiglieri la mappatura degli immobili privati inutilizzati e in stato di degrado. Un censimento che «rappresenta la fotografia della città esistente», interi immobili o interruzioni di lavori di cantiere che «rappresentano situazioni spesso in essere da anni e di impatto sui quartieri» spiega il vicesindaco. Dal Grand Hotel Brun in via Caldera all'ufficio delle Poste in piazzale Accursio all'ex Plasmon di via Cadolini. Ci sono anche le baracche rom di via Bonfadini e il campo abusivo in via Forlanini 37. C'è il «grande complesso ex industriale non utilizzato, con capannoni e uffici» in via Mecenate 84 o il parcheggio sotterraneo «di tre piani, chiuso e spesso allagato» in via Pietro Gaggia. Si denuncia il cantiere del palazzo in corso Buenos Aires 77 fermo per fallimento o lo scheletro della residenza universitaria di via Malipiero. I consiglieri Fdi Riccardo De Corato e Marco Osnato promettono battaglia contro «gli espropri di stile sovietico. L'articolo 42 della Costituzione tutela la proprietà privata». Espropriare un privato «che decide di non usare un immobile è contro la legge e inutile, il Comune già non ha fondi per sistemare i propri» attacca il capogruppo di Fi Fabrizio De Pasquale.