Toti, ultima traversata da un milione di euro

La polizia fatica a contenere la folla che accompagna il passaggio del «gigante» tra le vie della città

La minaccia ha provocato più sorrisi che preoccupazione. «Genoa in A o il Toti non passerà» recita la scritta comparsa ieri mattina in via Olona (e cancellata già nel pomeriggio), davanti al Museo della scienza e della tecnologia, sui cartelli che vietano la sosta. Lì era atteso all’alba il carrello lungo 62 metri con il sommergibile. Lì i tifosi della squadra di calcio retrocessa «d’ufficio» in C1 per illecito sportivo hanno voluto lasciare il loro «avvertimento». Ma a far da scorta al sommergibile ci sono stati, oltre a tecnici e polizia, migliaia di milanesi.
Alle 21.04 il sommergibile con il Tricolore steso a prua percorre i primi metri, tra gli applausi di almeno 3mila persone che levano un lungo applauso. Arrivano il sindaco e Michele Perini, presidente del museo, che insieme a Sergio Biraghi, capo di Stato maggiore della Marina, hanno atteso il gigante nero anche all’arrivo all’alba. La traversata del Toti comincia da via Toffetti. La folla segue il convoglio a piedi e la polizia fatica a tenere a distanza i tanti curiosi che guardano a testa in su la prima difficile manovra: la curva a sinistra, da compiere una volta oltrepassato il primo passaggio a livello rimosso per fare strada al sommergibile. Restano da percorrere sette chilometri, gli ultimi del viaggio iniziato lunedì notte al porto di Cremona. Hanno lavorato in tanti per portare il Toti a destinazione. Si sono compiuti studi, simulazioni. Per fargli spazio, in città, gli operai hanno rimosso 2.450 metri quadrati di aiuole spartitraffico e cordoli, sollevato 600 metri di marciapiedi. Il Comune ha progettato ponti speciali per alleggerire la pressione del carico (480 tonnellate) dove canali e fogne scorrono più vicino all’asfalto, i tecnici della Fagioli, ditta di Reggio Emilia specializzata in trasporti speciali, hanno estratto dal Po e fissato il sommergibile sul carrello da 240 ruote, conducendolo tra campagne, paesi e infine tra vie e piazze della città. Il costo complessivo del trasporto si saprà solo a spedizione conclusa. «Se supererà il milione di euro? Sì, questo possiamo dirlo già adesso - spiega Michele Perini, presidente del museo -. Abbiamo fatto una cosa importante per Milano, per il suo museo e per l’Italia». L’impresa (mai prima d’ora in Europa un sottomarino era arrivato «via terra» in una città) lascerà il segno, secondo Perini: «Il Toti è stato un collettore di entusiamo. Non immaginavo di vedere tante persone lungo il percorso. A questa impresa hanno partecipato persone sconosciute ai più, ma preparatissime e con grande senso pratico. È stata la prova che se si lavora insieme pensando solo all’obiettivo si possono vincere scommesse difficili».
Come quella di far passare un sommergibile a pochi metri dai palazzi, nelle strade percorse di solito da auto e bus. Per fare posto al convoglio sono stati rimossi due passaggi a livello subito dopo via Toffetti. I tecnici dell’Atm hanno smontato cavi di filobus e tram per farlo muovere nei viali Molise e Gian Galeazzo. Al passaggio sono spariti semafori e pali dell’illuminazione, 150 vigili, dal pomeriggio, hanno liberato il percorso dalle auto lasciate in sosta, controllando, al passaggio del sommergibile, che il pubblico non si avvicinasse troppo al convoglio.
Ai dieci manovratori, poi, il compito di procedere fino via Olona. «Abbiamo studiato tutto al computer, siamo tranquilli», spiegavano alla partenza. Nel corso delle notte hanno dovuto invertire due volte il senso di marcia, solo così si potevano superare strettoie e curve a gomito. E superare i ponti mobili montati dal genio pontieri. Poi l’arrivo in via Olona, atteso dal 2001.