Il tour di Fontana in via Padova: non devono esistere zone franche

E il candidato del centrodestra conferma il patto con Parisi

«La zona di via Padova secondo molti è ormai da considerare uno stato nello stato, una zona franca dove tutto è permesso e dove la legge italiana non vale. Queste situazioni sono inaccettabili e vanno frenate prima di fare la fine di alcune periferie francesi e belghe totalmente fuori controllo». Lo ribadisce il candidato governatore del centrodestra Attilio Fontana, ieri in sopralluogo nel quartiere con l'esponente di Forza Italia Silvia Sardone e il leghista Alessandro Morelli. «C'è chi parla di moschee diffuse, noi - attacca il leghista - vogliamo che la legge sia rispettata e che non ci siano luoghi che ufficialmente sono centri culturali, ma di fatto fanno altro. Occorre ripristinare il controllo e far rispettare la legge per riportare serenità e sicurezza per tutti». La Sardone, che da consigliera di Municipio prima e comunale oggi segue da vicino le problematiche della zona, ha accompagnato Fontana agli ex bagni pubblici di via Esterle che l'ex giunta Pisapia aveva messo a bando per una moschea («oggi sono occupati da clandestini con l'appoggio dei centri sociali e scandalosamente non vengono sgomberati» aggiunge l'esponente azzurra) e in via Cavezzali, da anni fortino dell'illegalità nel disinteresse del Comune. Fontana si è poi confrontato con l'associazione dei commercianti di Via Padova, e ha visitato la Bocciofila Caccialanza.

Confermato ieri il sostegno della lista Energie per l'Italia di Stefano Parisi a Fontana in Lombardia. L'ex sindaco di Varese ha partecipato alla kermesse milanese di Epi ieri in corso Venezia. «Ringrazio Parisi per questo incontro - ha detto -, quando sarò governatore mia prerogativa fondamentale sarà l'ascolto». Alle Politiche si è consumato lo strappo tra Forza Italia-Lega-Fdi e Energie per l'Italia ma Parisi garantisce il sostegno a Fontana che «rappresenta la continuità, conosce la Regione ed è un bravo amministratore».