Tour nell'arte delle chiese milanesi

Dall'abside di San Satiro alla cripta di San Giovanni in Conca, i siti da non perdere

Non ci sono solo il Duomo e Sant'Ambrogio. Sono decine le chiese di Milano che meritano una visita. Ci sono quelle citate nelle guide, come Sant'Eustorgio con la celebre Cappella Portinari, o San Lorenzo in porta Ticinese, per la sua pianta centrale. Ci sono, firmate dal Bramante, Santa Maria presso San Satiro, in via Torino, con il famoso abside disegnato con un effetto illusionistico o la celeberrima Santa Maria delle Grazie. In centro ci sono gli affreschi del Lomazzo a San Marco, i lavori del Procaccini a Sant'Alessandro in via Zebedia, la solennità neoclassica di San Carlo in corso Matteotti, l'atmosfera quasi irreale a San Babila, il barocco (forse un po' lugubre) di San Bernardino alle ossa nell'omonima via, la cripta suggestiva di San Giovanni in conca, in zona Missori. E poi ci sono gioielli architettonici che punteggiano tutta la città e che riservano incredibili sorprese: all'Ortica, ad esempio, c'è l'antico santuario di San Faustino (recentemente restaurato) su cui probabilmente lavorò anche Leonardo e in zona Fiera la Certosa di Garegnano, con i lavori di Paterzano, maestro di Caravaggio, e di Daniele Crespi, per non parlare della cosiddetta «chiesetta delle lucertole» di via Lorenteggio, dedicata fin dal Medioevo a San Protaso e così chiamata perché un tempo, in quella zona che era tutta campi, fu adibita a fienile e poi usata dai contadini per la messa domenicale.

Appena fuori porta, oltre a edifici famosi come l'Abbazia cistercense di Chiaravalle (con annesso l'antico mulino), ci sono anche sorprese di arte contemporanea, come la chiesa di Sant'Enrico, a San Donato Milanese, figlia della matita raffinata dell'architetto Ignazio Gardella. Tra i tanti edifici di culto, ne abbiamo selezionati cinque per una visita a regola d'arte.