Tracce del killer di Cesano L'anziana è stata soffocata

Stordita con un oggetto calato con forza sulla testa, quindi soffocata con un sacchetto di plastica sulla testa e abbandonata in un cantiere di Cesano Boscone. Lo ha stabilito l'autopsia che però non ha potuto accertare quando Anna Concetta Immacolata De Santis, 77 anni, la «nonna di Baggio» sia stata aggredita. Qualcos'altro di utile alle indagini è stato però isolato: tracce biologiche dell'assassino, capelli e pelle, rimasti sotto le unghie delle vittima. Una indizio essenziale per venire a capo di un delitto commesso con ogni probabilità per 400 euro.
I soldi erano infatti nella borsa che la donna con la quale era uscita giovedì 5 alle 12.30 per andare a giocare nella sala Bingo di Lorenteggio. Dove però non è mai arrivata. Le sue tracce si perdono infatti in via Pasubio, qui infatti viene ripresa da alcune telecemere. Qualche ora dopo i figli, Dario e Daniela, 45 e 39 anni, ne denunciano la scomparsa e venerdì 6, sempre in via Pasubio, un passante trova il suo cellullarte. Il corpo viene scoperto solo l'11 dicembre da un operaio che nota un telo azzurro in un angolo di un cantiere all'angolo tra via Kolbe e via Trento a Cesano.
I carabinieri ricostruiscono la personalità della vittima. Vedova dal 1996, viveva in un appartamento di proprietà insieme Daniela, il genero e due nipoti. Non va molto d'accordo con i figli: la ragazza le rimprovera di sperperare tutti i soldi al Bingo, Dario di rifiutarle un minimo aiuto economico. Proprio nelle ore precedenti la scomparsa, l'anziana ha avuto un discussione al cellulare con il ragazzo, che le chiedeva 30 euro. Tutto sommato una vita abbastanza anonima, in teroria nulla che giustifichi un omicidio. L'autopsia chiarisce le modalità del delitto. La donna è stata colpita con un oggetto, non ancora ritrovato, alla testa per tramortirla. Poi l'assassino le ha stretto un sacchetto di plastica al collo, provocandone la morte per asfissia. Infine l'ha trasportata nel cantiere, sistemata in un angolo, dove è passata inosservata fino lunedì, anche perché coperta con il telo azzurro. Quando però non è stato possibile accertarlo, anche se sicuramente il delitto è avvenuto nelle stesse ore della scomparsa. Una traccia però l'assassino l'ha lasciata: pelle e capelli rimasti sotto le unghie della vittima che ha lottato disperatamente.
Resta da chiarire il movente. Apparentemente potrebbero essere proprio quei 400 euro, spariti insieme alla borsa. Una miseria, ma non per un «disperato» partito magari con l'idea di compiere un banale scippo e poi ritrovatosi a lottare con la donna. Gli investigatori tuttavia non escludono possa trattarsi del tentativo di depistaggio, per coprire invece un omicidio per motivi personali. Ipotesi che orienterebbe le indagini verso una ristretta cerchia di parenti e amici. In ogni caso non certo un crimine «organizzato» e gli elementi in mano ai carabinieri potrebbero consentire una rapida soluzione del caso.