Tramonta lo stadio, Fiera cerca l'indennizzo

L'ipotesi dello stadio rossonero al Portello è ormai sulla via del tramonto. L ha confermato ieri sera il presidente del Milan Silvio Berlusconi, «sono intervenuti degli sviluppi, credo prevarrà il sentimento di affetto che ho verso San Siro. Tra gli stadi italiani era il migliore, perchè è nato per il calcio, Anche Bee (il futuro socio asiatico. ndr.) è convinto». Il club aveva vinto a giugno il bando di Fondazione Fiera per le aree dell'ex padiglione 1 e 2, ma si trattava di un'offerta «non vincolante», e su questo si aprirà ora un braccio di ferro tra club ed ente. Il Milan non ha mai potuto eseguire i carotaggi per fare una stima reale dei costi di bonifica, e non ritiene oggi di dover pagare penali in caso di dietrofront. Opposta (ovviamente) l'opinione del presidente della Fondazione Benito Benedini che ieri ha riunito intorno alle 15 il cda per fare il punto della situazione e valutare le prossime mosse. La seduta più decisiva è riaggiornata al 28 settembre, ma intanto Benedini ha ricevuto dagli altri membri del direttivo il mandato a convocare a un tavolo i vertici del club per concordare una via d'uscita, una volta formalizzato il ritiro ufficiale del progetto. Gli avvocati della Fiera tenteranno un accordo extragiudiziale, una trattativa privata che contempli un indennizzo da parte del Milan. Di che entità? Non si fanno cifre, c'è chi si sbilancia a quantificarlo in «almeno 4 milioni di euro», almeno un'annualità dell'affitto pattuito al momento dell'assegnazione provvisoria delle aree. Una rata onerosa per il club (e nel quartier generale di via Aldo Rossi non sono affatto dell'idea, anzi, che il ritiro di un'offerta non vincolante comporti penali) ma che la Fiera vorrebbe incassare per valutare con più calma le prossime mosse per la riqualificazione del Portello.

Sono tornati in campo i concorrenti che si erano classificati al secondo e terzo posto, il gruppo Vitali con il progetto «Milano Alta» - una «highline» verde sullo stile newyorkese, con planetario e servizi (investimento stimato in circa 100 o milioni di euro) - e Prelios, con il suo «Magnete», un'area polifunzionale e tecnologica. Vitali-Stam ha già formulato per iscritto la manifestazione di interesse a riaprire la trattativa e aggiudicarsi i terreni, sarebbe verbale per ora l'impegno di Prelios. Anche perchè a questo punto sulle condizioni economiche dell'ultima fase - la gara al rialzo che ha portato alla vittoria del Milan -, andrebbero riviste con una trattativa privata. Sembra esclusa comunque l'ipotesi di una nuova gara. Ma, è la valutazione fatta ieri al tavolo del cda, la palla potrebbe anche passare al prossimo consiglio di amministrazione, ossia slittare almeno a dopo giugno 2016. Resta inteso che se il Milan non fosse costretto a pagare l'indennizzo, Fiera dovrà accelerare i tempi piuttosto che ipotizzare rinvii (già i lavori per l'assegnazione del primo bando erano durati circa sei mesi). Prima che anche la Milano Alta prenda altre strade, visto l'interesse da parte di altre città.