Trasloco della Statale a Città della scienza, si completa il puzzle

Con il sì di Città Studi, definita l'area pubblica Piano da 340 milioni. Lavori al via ad ottobre

Marta Bravi

È stato approvato martedì dal Senato accademico (25 voti a favore e 7 contrari) il trasferimento del campus universitario di Città Studi a Expo. Un via libera confermato in mattinata dal Cda dell'Universtà degli Studi. Ora tutto è pronto per il completamento del progetto della società Arexpo per la creazione di un Parco della Scienza, del Sapere e dell'Innovazione. «La decisione definitiva dell'Università Statale di realizzare il campus delle facoltà scientifiche sull'area di Arexpo - il commento soddisfatto dell'ad di Arexpo Giuseppe Bonomi - è la dimostrazione della bontà del progetto che stiamo già realizzando, in una sinergia virtuosa tra funzioni pubbliche e iniziative private». Per la precisione il trasferimento della facoltà scientifiche, che si estendono per 250mila metri quadrati tra via Celoria, via Golgi, via Saldini fino a viale Ortles, riguarda 18mila studenti, 1800 ricercatori e 500 tra tecnici e amministrativi. Il campus che sorgerà nell'area di Rho Pero da 100mila metri quadrati all'incrocio tra il Decumano e il Cardo verso Roserio, comprenderà un grande parco, impianti sportivi, residenze per studenti e professori esterni. L'investimento è di 340 milioni di euro per la sola Statale di cui 135 milioni finanziati dal Governo. Il campus, che doverebbe essere pronto per il 2022, è uno dei tre cardini pubblici, che comprendono anche il nuovo ospedale Galeazzi (gruppo San Donato) e l'Istituto clinico Sant'Ambrogio, e Human technopole su cui ruota il Parco della scienza. Il cantiere per il nuovo istituto d ricerca e cura dovrebbe partire entro l'estate (l'area di 50mila metri quadri è stata acquistata per 25 milioni di euro). Obiettivo: ricevere il primo paziente entro tre anni. L'investimento è di 200 milioni di euro.

Il 22 dicembre sono stati consegnati gli spazi di Palazzo Italia, che ora ospita 40 dei 12500 ricercatori previsti a regime, a Human Tchnopole. Il maxi polo di ricerca multidisciplinare focalizzata sulle scienze della vita si svilupperò tra Palazzo Italia, ora in ristrutturazione, e le due palazzine con laboratori. Il Polo delle scienze umane è stato finanziato dal governo Renzi nel 2016 con uno stanziamento di 150 milioni di euro l'anno per dieci anni.

Per quanto riguarda invece la parte privata, sarà sviluppata dagli australiani Lend Lease - solo due settimane fa il Tar ha respinto il ricorso presentato da Stam Europe - per lo sviluppo del masterplan firmato dallo studio Carlo Ratti associati, che entro estate sarà definitivo. Nei prossimi mesi la giunta del Comune di Milano e di Rho faranno partire il percorso autorizzativo, che dovrebbe portare a ottobre al via libera per il cantiere. Il contratto di concessione è di 99 anni: l'accordo prevede il cofinanziamento da parte di Lend Lease per 150 milioni del campus scientifico e il pagamento di un canone di 18 milioni di euro annui per 35 anni per lo sviluppo dell'area compresa tra i 250mila e i 480mila metri quadrati di superficie lorda e relativa gestione. Una sessantina le aziende, per lo più multinazionali del settore farmaceutico che hanno manifestato interesse. Colossi come Novartis, Roche, ma anche Intesa e Ibm.