Tre abusi edilizi nella veranda del candidato Pd Giorgio Gori

L'ammissione di colpa c'era già stata nei giorni scorsi, quando il candidato sindaco del centrosinistra Giorgio Gori aveva annunciato che avrebbe rimosso la veranda abusiva contestata dal segretario provinciale della Lega Nord Daniele Belotti. Ieri l'ufficialità, con il verbale della Polizia edile del Comune di Bergamo a denunciare (con una comunicazione di reato alla Procura) non un abuso, ma tre. Coinvolto nella vicenda non solo il candidato sindaco Giorgio Gori, ma anche la moglie Cristina Parodi, cointestataria della proprietà di via Porta Dipinta, in Città alta.
L'abuso più eclatante è la struttura verandata, allargata di circa 40 metri quadri e coperta da vetri, due varianti non autorizzate dagli uffici tecnici, i quali scrivono a chiare lettere «che il manufatto rilevato non è riconducibile al portico indicato e definito nei titoli abilitativi essendo stato evidentemente oggetto di lavori di prolungamento, rifacimento in assenza di titoli abilitativi». Alla veranda (arredata con libreria, divano e tutto il necessaire per le chiacchere da salotto) si aggiungono «un pergolato in ferro ricoperto da roseto poggiato su pavimentazione in muratura piastrellata e una casetta prefabbricata in legno», due opere che, seppur minori, «sono state realizzate in assenza di titolo autorizzativo e di autorizzazione paesistica». Il via libera dall'Ufficio tecnico è condizione necessaria, perché – ribadisce il verbale – «l'area è soggetta a vincolo di natura paesistico-ambientale», ricadendo nel «piano territoriale paesistico regionale dei colli di Bergamo e nella fascia attorno le mura venete».
Con la stesura del verbale finisce anche la diatriba sui materiali che va avanti da giorni: gli agenti della Polizia confermano che la struttura è dotata di «un tamponamento in vetro con serramenti in metallo fissati con viti montanti della struttura». Mentre Gori sottolineava la «precarietà del portico, coperto con pannelli rimuovibili in plexiglass», il segretario del Carroccio Daniele Belotti insisteva sulla solidità della stessa. Belotti aveva portato prove a sostegno della sua tesi, tra le quali un video scovato nel mare magnum del web dove Cristina Parodi girando un promo per una sua trasmissione, offriva inconsapevolmente un virtual tour della veranda incriminata.
Ora la palla passa al Tribunale, ma Giorgio Gori, «pur non avendo ancora ricevuto alcuna formale contestazione» giovedì si portava avanti, depositando in Comune «il progetto per riportare il portico alla situazione precedente con lavori entro 90 giorni» spiegava in una nota stampa. Intanto l'ilarità si scatena sui social e tra i candidati del Carroccio, c'è chi posta foto del premier (e amico di Gori) Matteo Renzi seduto su un escavatore rombante, mentre abbatte una casa abusiva…