Tre offerte per far rivivere l'ex Cobianchi

La commissione comunale ha aperto le buste, a breve l'assegnazione

Chiara CampoBuona la quarta? Sembra. Dopo tre aste deserte in due anni (nonostante i ribassi) per la gestione dell'ex Cobianchi, i vecchi bagni pubblici in stile liberty che si estendono sotto la Galleria tra via Silvio Pellico e piazza Duomo, il Comune ha ricevuto tre offerte. Al quarto bando lanciato lo scorso gennaio e chiuso il 9 marzo, hanno risposto infatti tre operatori. È stata costituita una settimana fa la commissione esaminatrice e ieri si è riunita la prima volta per aprire le buste ed esaminare i plichi. Sarà fissata a breve un'altra seduta per approfondire i progetti e attribuire i punteggi, per ora i nomi dei possibili gestori rimangono top secret. Lo sconto sull'affitto di partenza rispetto all'ultima base d'asta si aggira intorno al 70 per cento, chi prenderà le chiavi dell'ex Diurno dovrà versare un canone di 183mila euro all'anno, e la durata del contratta è di tre anni. Il bandoo era era rivolto ad associazioni, onlus, cooperative e fondazioni. Enti senza scopo di lucro.Lo spazio storico che era stato ristrutturato e restituito ai milanesi nel 2008, durante la giunta Moratti, è poi rimasto a lungo inutilizzato. Dopo il terzo bando senza offerte, l'assessore al Demanio Daniela Benelli aveva optato per il piano B: un affitto temporaneo, come spazio eventi durante i sei mesi di Expo. Nella location sono stati organizzati concerti, presentazioni, mostre, conferenze. Da qui l'idea della giunta comunale di mettere a gara il Cobianchi vincolando la destinazione a progetti per attività culturali, ricreative, di aggregazione sociale. Nelle gare precedenti invece l'area era destinata ad attività commerciali, il Comune era riuscito a catturare ad un certo punto l'interesse del Park Hyatt Hotel, affacciato quasi all'ingresso dell'ex Diurno. Sembrava che ci fosse la concreta possibilità che l'albergo stellato realizzasse una spa (aperta anche a pagamento anche ai cittadini e non solo ai clienti dell'hotel), si sarebbe ricreato in qualche modo un legame con le origini del Cobianchi. Ma l'interesse non si è poi tramutato in un'offerta concreta al bando. L'ente a cui verrà assegnato lo spazio dovrà realizzare a proprio carico tutti gli interventi necessari, compreso l'allestimento e gli arredi. Il bando prevede inoltre che su richiesta il Comune possa averlo a disposizione per organizzare eventi e attività culturali, per un periodo massimo di quindici giorni all'anno. La concessione solo triennale permetterà al prossimo sindaco di valutare a metà giunta se continuare ad utilizzare il Cobianchi con questa modalità o tentare magari di rimetterlo a reddito, con più fortuna rispetto alla giunta Pisapia. Nel 2013 il primo bando per l' uso dei 1.400 metri quadri aveva una base d'asta importante per le casse comunali: 952mila euro all'anno per 18 anni. Dunque, come minimo. Il piano B è decisamente al ribasso.