Tregua armata in Fdi: «Pensiamo alle urne, più avanti chiariremo»

In casa Fratelli d'Italia il clima è molto teso. Non solo per quel 2,4% ottenuto alle comunali, che è stato più basso persino dei risultati delle elezioni europee 2014. Ma perché tutti si rendono conto che gli equilibri interni vanno rivisti. Tuttavia è in atto una sorta di tregua armata. Almeno fin dopo il ballottaggio. Poi, il vaso di Pandora sembra destinato ad esplodere. Non potrebbe accadere il contrario, non più.

Al momento vale la regola dell'ubi maior, minor cessat. E cioè: la priorità in questi giorni è una sola. Concentrarsi sulla campagna elettorale e appoggiare in tutto e per tutto il candidato di centrodestra Stefano Parisi. Con il pacchetto di 12.197 voti ottenuto domenica scorsa e con la «quota De Corato», inscalfibile, di 2.361 preferenze. Tutto il resto verrà dopo. «Mi stupisce che La Russa dia le pagelle in questo momento - sostiene Carlo Fidanza (nella foto), responsabile nazionale enti locali Fdl-An - Il tempo dei chiarimenti arriverà, ma non è adesso. Ovviamente un'analisi sulle prospettive va fatta, però prima concentriamoci sulla campagna elettorale». Anche perché, se non dovesse vincere Parisi, con un'eventuale amministrazione Sala non ci sarebbe spazio in Consiglio per Fratelli d'Italia. E il partito, ex An, ex Msi, sarebbe escluso da Palazzo Marino per la prima volta dal 1948. Insomma, De Corato, che ha già rischiato di rimanere con il cerino in mano a causa della sentenza del Tar e dell'errore nella presentazione delle liste, ora teme nuovamente di non entrare in Comune. Tutti, all'interno del partito, si rendono conto che il risultato alle comunali non è stato brillante: «Siamo andati sotto le aspettative - ha commentato dopo la chiusura delle urne De Corato - Con Carlo Fidanza e Paola Frassinetti voglio avviare una seria riflessione sulla gestione milanese di Fdi». Ignazio La Russa, che si è concentrato più sulla partita di Roma che su quella milanese, annuncia di essere tornato a mettere la testa su ballottaggio per Parisi, in qualità di responsabile della campagna elettorale. Ora - o meglio, fra una decina di giorni - si vedrà se i suoi sono disposti ad accettare la sua gestione. Per ora i mal di pancia di partito emergono sotto forma di mezze frasi e di post su Facebook. E La Russa li riduce a «movimenti tellurici post elezioni». Insomma, tutti si tappano la bocca per una forma di quieto vivere che tuttavia non sembra destinata a durare ancora per molto.

MaS