Treni regionali, divorzio in vista fra Fs e Trenord

Incontro sui destini della società di trasporti. Il Pirellone: "Si va verso una gestione separata"

«Si va verso una gestione separata del servizio di trasporto ferroviario regionale». Divorzio in vista, dunque, fra Trenord e Ferrovie dello Stato. È segnata la strada per mettere mano ai problemi dei treni lombardi: ognuno farà per sé. Ieri il governatore Attilio Fontana ha incontrato i due altri attori e oggi riferirà in Consiglio regionale sull'operazione che si va prospettando. In serata, dal Pirellone è arrivata una stringata comunicazione che tuttavia conferma senza alcun dubbio il piano che si va delineando.

Annunciando l'incontro pochi giorni fa, Fontana aveva anticipato: «Incontreremo Trenord e Fs per cercare di capire quali potrebbero essere i punti di accordo e quali quelli di attrito. E se ce ne fossero cercheremo di risolverli». Ieri sera la Regione, dando conto del confronto, ha aggiunto che «oggetto della riunione sono stati i possibili contenuti dell'ipotesi di accordo che intende superare gli attuali assetti gestionali del servizio ferroviario regionale ora in capo a Trenord». Quindi ha confermato che si va «verso una gestione separata del servizio», aggiungendo che «obiettivo comune» è «garantire gli investimenti per i nuovi treni e migliorare la qualità del servizio».

La questione dell'assetto societario di Trenord è da tempo al centro di svariate ipotesi, fra cui l'acquisto - e poi il prestito - di un 1% che avrebbe consentito a Fs di diventare socio di maggioranza (attualmente la società è al 50% di Regione Lombardia tramite Fnm e al 50% di Fs). A maggio l'amministratore delegato di Fs Renato Mazzoncini, aveva posto questa condizione - il superamento della governance duale - per far fronte agli investimenti necessari per rinnovare una flotta considerata ormai inadeguata. Adesso l'operazione prospettata è diversa e va nel segno di una separazione, e di una vera concorrenza, fra i due attori. L'ufficialità e i dettagli, tuttavia, saranno svelati oggi da Fontana al Pirellone.

Lo scenario era stato delineato pochi giorni fa anche da Giuseppe Bonomi, consigliere di Ferrovie Nord Milano. «La ripartizione a cui stiamo pensando - aveva spiegato - è per linee differenti per avere una ripartizione precisa e senza sovrapposizioni», in modo che alla fine («grosso modo») la rete attuatale di Trenord sarà controllata «al 45% da Fnm e per il restante 55% da Trenitalia». La scissione dovrebbe perfezionarsi nel giro di 2 mesi. La Regione - ente regolatore - dovrà stipulare due contratti di servizio differenti «e quindi ci vuole il tempo necessario». Inoltre il tutto dovrà avvenire sotto l'egida dell'Authority per i trasporti».