Tribunale, ora vince la paura «Troppi tagli sulla sicurezza»

I dipendenti del palazzo denunciano la drastica riduzione delle risorse Canzio: «Dobbiamo intervenire». Bruti: «Più controlli agli ingressi»

«Stiamo provando tanta paura e molto sconforto». L'eco degli spari, al palazzo di giustizia, non si è ancora spento. E non poteva essere altrimenti. Tre morti e tre feriti sono una cicartrice che il tribunale si porterà sempre addosso. I dipendenti del palazzaccio , ora, chiedono di essere tutelati. E in un'assemblea che si è tenuta ieri mattina hanno denunciato i tagli sulla sicurezza.

C'è stata - spiega Eloisa Dacquino, responsabile milanese della funzione pubblica della Uil - una «riduzione drastica delle risorse investite, con tanto di esternalizzazione dei servizi», sintomo di una «mancanza di sensibilità rispetto al problema sicurezza». Anche l'assenza di metal detector» in via Manara, da dove sarebbe entrato l'autore della strage di giovedì scorso, rappresenta un aspetto del «taglio delle risorse, un taglio che ha inciso in maniera drammatica». Misure «banali e semplici», hanno spiegato alcuni cancellieri, «avrebbero potuto invece impedire questa tragedia». Alcuni dipendenti, poi, si sono lamentati per l'assenza di un piano di evacuazione del tribunale e hanno criticato la lettura offerta dai vertici del palazzo di giustizia, secondo i quali giovedì scorso non ci sarebbero state scene di panico. «Io ho visto un altro film - ha detto un cancelliere - quella mattina c'è stato il caos totale, è stato solo il buon senso a suggerirci di rimanere chiusi negli uffici».

Il procuratore Edmondo Bruti Liberati, invece, replica a quanti hanno sostenuto che le forze dell'ordine siano intervenute senza alcun coordinamento e - in sostanza - improvvisando. «Non è vero che c'era confusione tra le forze di polizia. Personale dei carabinieri, della polizia di stato della guardia di finanza sono accorsi tutti in tempi brevissimi e quando è arrivata la notizia dell'arresto di Giardiello (l'assassino, ndr ), il controllo del palazzo di giustizia era già quasi finito». Il capo della procura ha voluto comunque rassicurare sul fatto che verranno studiate «misure di sicurezza per il futuro», e ha sottolineato che nel frattempo «il comandante provinciale dei carabinieri ha messo a disposizione i suoi uomini, rafforzando la presenza di carabinieri e i controlli più severi agli ingressi». Ancora più esplicito Giovanni Canzio, presidente della Corte d'appello. «Noi non crediamo si possa esorcizzare una volta per tutte il rischio della follia omicida, ma abbiamo il dovere di adeguare tutte misure sicurezza perché un fatto del genere non accada più». Canzio ha spiegato ha spiegato che «giovedì prossimo è prevista al ministero della Giustizia una riunione di tutti i responsabili della sicurezza e di tutti i procuratori generali delle corti d'appello di Italia per individuare quali siano i deficit nei vari palazzi di giustizia, le falle e le opportunità di adeguamento tecnico di tutti gli accessi». E «la sicurezza - aggiunge Roberto Bichi, presidente facente funzioni del tribunale e in passato presidente della terza sezione civile - è stata sempre messa da parte in quei settori del tribunale civile che vivono quotidianamente momenti di tensione aggravati dalla crisi economica e dall'atteggiamento di discredito della funzione giurisdizionale». Inoltre, «è stata lesa l'immagine della sacralità dei giudici, a cui tutti noi cittadini dovremmo essere abituati».

Domani mattina, infine, saranno celebrati in Duomo i funerali di Stato per il giudice fallimentare Fernando Ciampi e l'avvocato Lorenzo Claris Appiani, e saranno celebrati dal cardinale Angelo Scola. Le esquie dell'imprenditore Giorgio Erba, per scelta dei familiari, saranno invece celebrate in forma privata nel Duomo di Monza, così da «avere un funerale con gli amici più cari, tra cui gli appassionati di volo a vela, disciplina di cui era assiduo praticante».