Troppa fretta di inaugurarla. Gli ascensori per accedere al ponte non funzionano

Aperta, ma non troppo e soprattutto per il momento vietata ai disabili. La Darsena appena inaugurata dall'Amministrazione comunale non è completa: gli ascensori che dovrebbero rendere fruibile il ponte che attraversa lo specchio d'acqua anche a chi ha difficoltà a muoversi non sono utilizzabili. Di fronte a uno dei due c'è tutto il materiale ancora non sistemato del progetto: pali per la segnaletica, mattonelle a profusione, carriole, insomma l'avanzo del cantiere. O tutto ciò che è stato nascosto in un angolo dopo la manifestazione d'apertura in grande stile. Una transenna e un nastro di plastica rosso e bianco bloccano la strada per chi volesse attraversare il ponticello con l'ausilio degli ascensori. Gli stessi però non erano presenti il giorno del taglio del nastro: per averne la conferma è sufficiente controllare le foto pubblicate dal Comune di Milano sui suoi canali online. Nello stesso angolo si vedono delle persone, ma non c'è traccia degli avanzi di cantiere. Se si prova a chiedere in giro nessuno ne sa niente: anche i ragazzi di una delle attività che danno sulla Darena spiegano che hanno le chiavi per l'accesso alla zona, ma non sanno nemmeno chi possa avere quelle per gli ascensori. Il punto informazioni del Comune, complice il fine settimana, è chiuso. E sembra non ci sia nessuno a spiegare come mai una piazza nuova sembra già da rifare. Da Palazzo Marino però forniscono una spiegazione: «Gli ascensori sono ancora in carico alla ditta di manutenzioni per il collaudo», rispondono dall'assessorato ai Lavori Pubblici. E quiandi non is possono usare. Pisapia ha dunque inaugurato un'opera che non era terminata, forse seguendo il modello usato per Expo 2015, per poi ammassare in un angolo i pezzi avanzati. Comunque nei prossimi giorni dovrebbero aprire anche i due elevatori, sempre che il collaudo vada bene e che vengano anche ultimati gli altri lavori rimasti indietro. Altrimenti gli scarti del cantiere dovranno essere riposti da qualche parte. L'opera nel suo complesso è comunque un grosso intervento di riqualificazione: il cantiere, che comprendeva anche piazza XXIV maggio, si è esteso su 75mila metri quadri e i lavori sono costati 20 milioni di euro. E non sono mancate nemmeno le critiche: il nuovo chiosco del pesce ad esempio è stato oggetto di feroci critiche. Definito «ecomostro» dal comitato che si è costituito per combattere la nuova costruzione a base di cemento, è stato comunque difeso dall'Amministrazione comunale perché la nuova struttura comprendeva la messa a norma dei bagni. Anche la gestione della circolazione è stata contestata da più parti: il traffico riversato sulle vie intorno, soprattutto nei primi mesi, ha causato fortissimi disagi ai residenti e non solo. E questi sono solo due dei punti principali. Il percorso è stato lungo e accidentato: nel 2011 ancora non era certo che il progetto di un maxi parcheggio da costruire nell'area fosse accantonato, motivo per il quale la giunta vuole intestarsi completamente l'opera. Tanto da inaugurarla con i collaudi ancora da eseguire.