Troppe multe e illegali, guerra degli autovelox fra Comune e governo

Il ministro Lupi alla Camera bacchetta Palazzo Marino «Con le sanzioni non si fa cassa. E sulla notifica sbaglia»

Multe per far cassa e notifiche in ritardo. Al Comune di Milano arriva il secondo avvertimento del Governo - e arriva dalla Camera dei Deputati. Ma Palazzo Marino, invece di «frenare» o cambiare strada, fa sapere che andrà avanti.

Ormai è guerra aperta sugli autovelox di Milano. Una pioggia di contravvenzioni: 740.055 in sei mesi, comminate dal Comune grazie ai 7 occhi elettronici piazzate in vie di grande scorrimento. Per ridurre gli incidenti, dicono dal Comune. Per rimpinguare i bilanci, pensano in molti. Fra questi anche il ministro Maurizio Lupi, milanese ed ex assessore che ieri - rispondendo al question time alle domande del deputato Gianfranco Librandi (Scelta civica) è parso molto convinto e molto propenso a bacchettare gli amministratori comunali milanesi su due fronti: la funzione delle contravvenzioni e le formalità legittime con cui devono essere notificate.

Primo punto: le multe si possono vedere come una normale entrata di bilancio? Per il governo no: «Anche se si tratta per molti Comuni di usare gli introiti per sanare i bilanci - ha detto Lupi - le norme del Codice della strada non sono fatte per sanare i bilanci». Secondo punto: le multe possono essere notificate dopo i 90 giorni dall'infrazione? Il tema è dibattuto perché il Comune interpreta la scadenza in modo tutto suo: i 3 mesi li fa partire dal giorno in cui gli operatori visionano i fotogrammi e controllano targa e proprietario della vettura e a volte la multa è arrivata dopo 5 mesi. L'aspetto paradossale è che il 6 agosto il Comune aveva chiesto alla Prefettura un parere sull'interpretazione della norma. La prefettura aveva girato il quesito al ministero dell'Interno, che aveva ribadito che «il dies a quo» (il giorno da cui partono i tre mesi) non può che essere individuato in quello della violazione. Ieri il ministro lo ha ribadito: «L'interpretazione estensiva» dell'articolo 201 del Codice della Strada sulla decorrenza del termine per la notificazione delle violazioni al codice - ha avvertito - «non può essere considerata legittima». «Questo è chiaro - ha sottolineato - e i comuni si devono adattare». Una posizione talmente chiara che Librandi si è dichiarato «molto soddisfatto». Chiaro a tutti? Non al Comune, che ha fatto sapere che intende andare avanti. «Il Comune non fa cassa con le multe ma la Polizia locale ha il dovere di sanzionare chi non rispetta la legge e mette a repentaglio l'incolumità propria e quella degli altri utenti della strada. Anche così abbiamo dimezzato gli incidenti a Milano» ha detto l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli, tenendo il punto anche sui termini di notifica: «L'accertamento inizia quando l'operatore verifica l'infrazione». «Stiamo accorciando i tempi di invio delle sanzioni» ha aggiunto l'assessore, spiegando che dopo 9 mesi il numero delle sanzioni tramite autovelox si è dimezzato.