Troppi rumori in piazza. Pioggia di candeggina sui clienti di un locale

Colpite dal lancio anche due ragazze incinte Una contravvenzione per i 3 autori del gesto

Eravamo quattro amici al bar. Anche per sottolineare il clima di tranquillità, potrebbe cominciare con le strofe di questa nota canzone di Gino Paoli il prologo dell'inquietante vicenda capitata venerdì intorno a mezzanotte a Muggiò. Dove, seduti ai tavolini davanti al bar «Madeira» di piazza Garibaldi, c'erano due coppie di italiani che bevevano e conversavano tranquillamente: i mariti con le rispettive consorti, ragazze di 20 e 23 anni, entrambe in avanzato stato di gravidanza. Il seguito della vicenda però con il testo del pezzo del cantautore genovese non c'azzecca proprio. All'improvviso, infatti, le due coppie sono state letteralmente annaffiate dall'alto da una pioggia di candeggina. Circa tre litri, gettati da qualcuno che, dopo aver finito il prodotto, ha pensato bene di lanciare anche il contenitore in plastica (quello di una nota marca di candeggina) giù dalla finestra, chiudendo quindi in fretta e furia i vetri, ma lasciando la luce accesa. Immaginiamoci la scena in piazza Garibaldi: innanzitutto il panico in cui sono piombate le mamme in attesa, le più colpite dal liquido irritante e caustico, anche se gli spruzzi hanno centrato altri clienti del locale, sul volto e sui vestiti. La candeggina o ipoclorito di sodio, non è come l'acido - a cui peraltro nell'immediato hanno pensato in molti - ma può essere pericolosa.

Immediatamente è scattato l'allarme al numero unico di soccorso 112. Le ventenni, accompagnate dai mariti, sono state trasferite in ambulanza alla fondazione «Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma» dove sono risultate in perfetta salute. I sanitari si sono occupati anche della gente colpita dagli schizzi, ma nessuno aveva irritazioni.

All'arrivo dei carabinieri della stazione di Muggiò e dei colleghi dell'Aliquota radiomobile della compagnia di Desio, guidati dal capitano Mansueto Cosentino, sono stati in molti a indicare quello stabile che si affaccia sulla piazza con la finestra chiusasi velocemente. I carabinieri hanno pensato subito che ad aver lanciato la candeggina potesse essere stato qualcuno travolto dall'intolleranza, infastidito dal caldo ma anche dall'impossibilità di dormire con le finestre aperte, visto il rumore proveniente dalla piazza. Così i militari sono saliti nell'appartamento in questione dove abita una coppia di anziani, marito e moglie di 68 e 64 anni che in quel momento erano in compagnia con il genero 34enne. I tre hanno negato decisamente di essere ideatori e autori del bagno alla candeggina, tuttavia, anche se non sono stati denunciati, i Carabinieri nelle prossime ore potrebbero punirli in maniera «contravvenzionale» secondo quanto previsto dall'articolo 674 del Codice Penale, che va a colpire chi getta o versa, in un luogo pubblico, qualcosa che possa offendere, imbrattare o molestare le persone.

Commenti
Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Dom, 24/06/2018 - 09:49

a volte la gente è insopportabile, non si può chiacchierare a voce alta all'una di notte e fino alle due se non oltre sotto le finestre che con il caldo sono aperte. Non hanno un minimo di educazione. Io non avrei buttato la candeggina ma un bel bagno di acqua pura sì....tanto fa caldo. Non ci arrivano con la testa, che la tua libertà finisce dove inizia la mia.

FRATERRA

Dom, 24/06/2018 - 10:50

.....ai tempi andati, si buttavano gli escrementi e la pipi,dalla finestra e chi c'era c'era......

Albius50

Dom, 24/06/2018 - 12:10

Purtroppo il problema non è imputabile alla gente che chiacchiera al BAR ma al REGOLAMENTO COMUNALE che lo permette; quindi consiglio gli abitanti di vendersi la casa e trasferirsi in altre zone + CIVILI, MEGLIO ANCORA VIA DA QUESTA MILANO ORMAI INVASATA DA MANIFESTAZIONI FESTAIOLE.

Ritratto di mbferno

mbferno

Dom, 24/06/2018 - 14:20

Beh....una volta dalle torri dei castelli medioevali si gettava olio bollente:diciamo che ai 4 caciaroni gli è andata ancora bene. Maleducati.

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Tipperary

Dom, 24/06/2018 - 17:07

Quando ero ragazzo , capitava che con la compagnia , ci trovassimo a chiacchierare sul tardi seduti al bar ormai chiso. Qualche volta arrivava dal 4 piano una secchiata d’acqua. Abbiamo imparato a non fare più casino e non cii siamo più bagnati.

sparviero51

Dom, 24/06/2018 - 19:25

NELL'ARTICOLO MANCA L'ORA DEL MISFATTO . CHE AVESSERO RAGIONE I LANCIATORI ? ORMAI IN QUESTO BORDELLO DI PAESE NON ESISTE PIÙ LA PUR MINIMA EDUCAZIONE . METTETECI POI UNA MAGISTRATURA DA CASA DI TOLLERANZA E IL QUADRO È COMPLETO !!!!!!!

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Dom, 24/06/2018 - 21:42

La buona regola civile impone il silenzio dalle ore 22 alle ore 06 successive. Se i clienti usassero il senso civico o il locale adottasse sistemi di insonorizzazione si potrebbe convenire per tutelare "la quiete pubblica" per chi necessita del riposo notturno.