Trova portafogli con 10mila euro tassista li riconsegna a due turisti

Un cellulare da pochi spiccioli o 10mila euro non cambia, quel che conta è il principio «cosa trovata mezzo rubata» e Gerardo ci tiene e restare «immacolato». Così quando ha visto sul sedile del suo taxi un portafoglio pieno come un uovo non ha avuto dubbi. Prima ha rincorsi inutilmente i proprietari, poi è andato ad aspettarli all'albergo dove li aveva prelevati. Due giovani russi che, sorpresi e felici, si sono profusi in ringraziamenti per mezza giornata.
Gerardo, 61 anni, fa di cognome Capraro, e di taxi «Udine 52». Ieri mattina è stato chiamato in un lussuoso albergo di via Finocchiaro Aprile. Due clienti volevano approfittare delle svendite per lo shopping, del resto non certo una novità: sono molti gli stranieri che vengono, anche da lontano, in vacanza a Milano giusto in periodi di saldi. Così di buon'ora la coppia è sbarcata in Montenapo, pronta per una frenetica giornata di acquisti da saldare cash. All'arrivo i due hanno pagato la corsa, fatto un cenno della mano all'autista e sono scomparsi nella folla dei «saldisti». Giusto un attimo prima che Gerardo notasse il portafoglio abbandonato sul sedile. Il tassista lo apre, conta 5.200 euro, carte di credito e un pacco di rubli alto così. «Sono stati tanti i pensieri appena visti tutti quei soldi - ha ammesso - ma ho pensato subito all'onestà e alla mia famiglia. Li ho restituiti subito. Come ho sempre fatto con tutto ciò che ho trovato sui sedili del mio taxi in 20 anni di servizio». Il tassista ha quindi cercato di rincorrere i clienti ma li ha subito persi nella mischia dei cacciatori di saldi. Ma non ha mollato. Se la chiamata era arrivata dall'hotel, chiaramente quei due erano clienti. Così è tornato in via Finocchiaro Aprile, il personale dell'albergo si è messo in contatto con i fidanzati a cui Gerardo ha riconsegnato i quattrini. «Quando li ho incontrati erano pallidi come cenci, mi hanno ringraziato mille volte. Ma a me è bastato soprattutto sapere di essermi comportato secondo coscienza».