«Truccati dal clan Rognoni anche gli appalti per l'Expo»

L'ex direttore generale di Infrastrutture lombarde Antonio Rognoni è stato arrestato ieri insieme al responsabile dell'Uffico gare Pier Paolo Perez. Per altri sei tra cui gli avvocati Carmen Leo, Fabrizio Magrì, Giorgia Romitelli e Sergio De Sio, il gip Andrea Ghinetti ha disposto gli arresti domiciliari. Agli arresti domiciliari anche Maurizio Malandra e l'ingegnere Salvatore Primerano. Al centro dell'inchiesta sulla società interamente controllata dalla Regione, presunte irregolarità su una quindicina di appalti pubblici. Ben 66 i capi di imputazione contestati che vanno dall'associazione per delinquere alla turbativa d'asta, dalla truffa all'amministrazione regionale fino al falso. Rognoni, fra l'altro, avrebbe truccato alcune gare d'appalto per incarichi di consulenza legale relativi all'Expo. Dalla società nessuna dichiarazione in attesa di capire quale sarà la reale portata dell'inchiesta, ma il commissario Giuseppe Sala ha già chiesto per questa mattina un incontro con il prefetto Paolo Tronca. Il governatore Roberto Maroni ha dichiarato di augurarsi che Rognoni «sappia dimostrare la sua estraneità».

Commenti

guerrinofe

Ven, 21/03/2014 - 17:38

allucinante questa situazione,la soluzione è semplicissima: BASTEREBBE PROIBIRE I SUBAPPALTI!!! Chi vince la gara di appalto deve eseguire i lavori! diversamente sono sempre le SOLITE "BALENE" che vincono e cedono i lavori lavandosi le mani,con le SOLITE corruzioni,le SOLITE truffe,i SOLITI incompiuti i SOLITI scaricabarile. soluzione facile facile ma che nessuno è abbastanza"pulito" per proporre una simile soluzione.