Truffa da 63 milioni, in cella Rosati e Limido

L'ex vicepresidente del Genoa e l'ex calciatore della Juve accusati di aver sottratto soldi al fisco

L'ex calciatore della Juve e del Varese, Bruno Limido, e l'ex vicepresidente del Genoa, Antonio Rosati, sono stati arrestati assieme ad altre 6 persone, tra cui l'ex ad del Varese calcio, Enzo Montemurro, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Milano su una presunta maxi-frode fiscale da 63 milioni di euro. Frode che, stando alle indagini del Nucleo di polizia tributaria della Gdf, sarebbe stata realizzata nei settori della logistica, dei trasporti e del facchinaggio attraverso una rete di cooperative. Ieri i finanzieri del Comando provinciale di Milano hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal pm Carlo Nocerino a carico di 8 persone per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, tramite l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per circa 250 milioni di euro. Contestualmente sono stati sequestrati beni e disponibilità finanziarie per oltre 63 milioni di euro.

Tra gli arrestati figura Bruno Limido, 53 anni, ex centrocampista del Varese e dell'Avellino che ha giocato per una stagione, nei primi anni '80, nella Juventus.

Il presunto «dominus» del sistema illecito, secondo l'accusa, sarebbe stato Antonio Rosati, ex presidente del Varese Calcio ed ex vicepresidente del Genoa, che avrebbe svolto il ruolo di «amministratore di fatto» del consorzio «Expojob», ora una spa specializzata nella gestione di insediamenti logistici ed industriali. Limido, da quanto si è saputo, sarebbe stato anche lui una sorta di amministratore di fatto e mediatore.

Tutti gli arrestati, tra cui anche Montemurro, erano o dipendenti o amministratori di fatto del consorzio o della decina di cooperative che facevano capo a «Expojob».