Truffe e abusi sulle clienti «Io, una schiava del mago»

Nelle mani del ciarlatano ci è finita così, un passo per volta, un giorno dopo l'altro. «Parlavamo dei miei stati d'animo e delle mie tante frustrazioni legate al mio stato emotivo». Poi, si spegne la luce. «In tali circostanze è come se scatta una cosa psicologica che ti spoinge a credere che lui sia in buona fede quando dice che la magia funzioane che i suoi riti hanno effetto anche sulla vita personale e sulla salute». Racconta gli inizi, Angela. Lei, come altre donne, si era rivolta a Franco Uggetti, il «mago Franco». Perché «quando si è disperati ci si attacca a qualunque speranza». Anche a un sedicente stregone che chiede soldi e ancora soldi per qualche candela spacciata per amuleto (300 euro l'una), o per improbabili pozioni magiche. Ma ancora peggio, che pretendeva denaro per rituali a sfondo sessuale. Così, ieri, il mago franco è stato arresto dalla Guardia di finanza, con le accuse di truffa e violenza sessuale.
Sono dieci le vittime accertate dalle indagini coordinate dal pubblico ministero Giovanni Polizzi. Diedci vittime e un fiume di contanti che Uggetti era riuscito ad acucmulare facendo leva sulle difficoltà delle «pazienti». Qualcosa come 200mila euro soltanto negli ultimi due anni. Un'enormità accumulata - scrive il gip Franco Cantù Rajnoldi nell'ordinanza di custodia cautelare - facendo leva sul «timore di un pericolo immaginario costituito dal rischio di non liberarsi dei problemi che le affliggevano», e approfittando «delle «malattie e delle «disgrazie» delle donne, convincendole in qualche caso di «essere vittima di fatture e malocchi», e sostenendo di «potere intervenire beneficamente nelle loro problematiche di salute, amore e lavoro e proponendo alle stesse una serie di riti esoterici». Per ciascuno dei quali il mago avrebbe incassato «somme di denaro variabili da 300 a 900 euro», mentre in alcune occasioni avrebbe costretto le donne a «rapporti sessuali», parlando della sua «energia guaritrice», o a «riti» di natura sessuale.
Ma a fare impressione sono i racconti fatti dalle vittime agli investigatori. È sconcertante la facilità con cui Uggetti avrebbe sfruttato la disperazione delle sue clienti, portate a cedere alle sue richieste oltre ogni buon senso. Così, quando una delle sue pazienti gli spiegò che non aveva più soldi per continuare a pagare i suoi sortilegi, il mago Franco le rispose che una soluzione si poteva trovare. «Uggetti mi propose di uscire a pranzo con lui e io ho accettato. Quando eravamo in macchina, mi disse di non preoccuparmi perché grazie al suo intervento magico tutto si sarebbe sistemato». Poi però, «accampando la scusa di poter avere un luogo tranquillo in cui effettuare le sue pratiche magiche, mi propose di andare» in un motel di Binasco. «In camera - prosegue la donna - mi ha chiesto di spogliarmi». Il resto del racconto è un triste resoconto di un abuso prima psicologico e poi fisico. Uno dei tanti, secondo gli investigatori delle fiamme gialle. E alla fine, cosa resta? «Rispetto a questa vicenda - conclude Stefania - mi sento nauseata. In quel momento ero così provata dalle vicissitudini affettive e di salute che gli credevo». Credeva a lui, Stefania, e al Prozac. «Per tutto il tempo in cui mi sono rivolta a Uggetti, ho fatto uso di un farmaco antidepressivo. E lo assumo tuttora».