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Ad Arzo dal 24 al 27 festival della narrazione: dibattiti su immigrazione e intolleranza

Anche ad Arzo, paese di poco più di mille abitanti nel comune di Mendrisio in Svizzera, c'è un po' di Milano: tra gli scalpellini che contribuirono alla realizzazione del Duomo ce ne furono di provenienti da qui. Un paese che ha una tradizione di contatti con altri luoghi, quindi, non certo chiusa tra i monti e i cantoni svizzeri.

Anche oggi la città si apre all'Italia, e dal 24 al 27 agosto ospita la diciottesima edizione del Festival internazionale di narrazione che nasce con l'intento di affrontare i temi urgenti della realtà contemporanea, temi su cui sono chiamati a discutere giovani artisti e non. Giovedì apre il festival alle 21.30 Oscar De Summa, autore e regista pugliese che presenta «La sorella di Gesucristo», ultimo capitolo della sua Trilogia della provincia. Lo ritroveremo alla corte dell'Aglio sabato sera con il secondo capitolo dal titolo «Stasera sono in vena» e in un incontro con il pubblico alla Corte dei Miracoli nel pomeriggio di sabato. Si parla di esclusione e intolleranza anche con Saverio La Ruina, che presenta in piazza venerdì alle 21 Masculu e Fìammina (dalle 21.30): attraverso la lunga confessione di «Peppino alla madre morta», La Ruina restituisce voce a tutti coloro che sono a vivere segretamente il proprio amore omosessuale, sopportando la discriminazione. Al tema è dedicata un'esposizione sull'«Omocausto» che sarà aperta al pubblico da venerdì alle 18 e per tutta la durata del Festival.

Si parla di immigrazione sabato con Aleksandros Memetaj che nel suo «Albania casa mia» racconta il suo sbarco a Brindisi nel 1991 e la sua infanzia nel veneto, caratterizzata dal pregiudizio e dalla xenofobia. Memetaj sarà ospite alle corte dei Miracoli poi domenica pomeriggio, in un incontro con Marco Mona, presidente dell'Associazione Festival di narrazione, per confrontarsi su un tema di grande attualità quale appunto l'immigrazione.

Quarto incontro alla corte dei Miracoli, domenica pomeriggio è quello con Murubutu, il rapper emiliano che sabato sera alle 23 animerà la piazza con i suoi rap-conti: nel concerto «L'uomo che viaggiava nel vento» narrazione e musica rap si mescolano per portare anche ai più giovani storie e tematiche sociali e culturali che spesso diventano stimolo per riflessioni e approfondimenti. Ai bambini dedicati i pomeriggi di sabato e domenica. Tra gli ospiti, Roberto Anglisani che accompagna il Festival di Arzo fin dalla sua nascita e che quest'anno festeggia quarant'anni di carriera.