Turismo, sì ai nudisti e verso il no ai migranti

Sì ai nudisti e no ai profughi: è il senso della giornata politica in consiglio regionale, dove è stata discussa la legge sul turismo. Temi di grande attualità, i rifugiati e i nudisti, che raccontano drammi epocali e piaceri di moda in cerca di nuove regole. Il via libera al nudismo e l'altolà agli alberghi che hanno ospitato e ospitano richiedenti asilo sono infatti i due più rilevanti emendamenti alla legge sul turismo approdati in Regione.

Partiamo dai contributi per gli alberghi, vero e proprio disincentivo ad accogliere i richiedenti asilo: se domani il provvedimento sarà votato, potrà ricevere contributi solo chi negli ultimi tre anni si è dedicato esclusivamente ad attività ricettiva. «Chi riceve contributi statali per poter accogliere profughi e richiedenti asilo, non avrà accesso ai contributi regionali per le strutture ricettive» dice Claudio Pedrazzini, capogruppo azzurro, illustrando il senso politico del vertice di maggioranza del pomeriggio. Accordo sottoscritto da Forza Italia, Lega e Ncd, punto di arrivo di una mediazione che partiva dalle multe richieste dalla Lega. Nonostante l'accordo, però, il voto è stato rinviato a oggi pomeriggio: l'opposizione ha alzato le barricate e sono in corso verifiche di costituzionalità sulla legge, anche perché sarebbe retroattiva.

E veniamo all'altra questione. Il capogruppo di Forza Italia, Claudio Pedrazzini, è anche il nuovo testimonial della battaglia dei duecentomila nudisti lombardi. Al suo fianco Marco Tizzoni, della Lega Maroni, che è l'ispiratore di questa campagna naturista. Scenari diversi dal consueto mare esotico: primo fra tutti quel ramo del lago di Como che tutti conosciamo per altre, coniugali e caste vicende.

Qui dove il mare manca, fare turismo naturista significa mettersi come mamma ti ha fatto sulle sponde di laghi e fiumi lombardi. Le resistenze maggiori, racconta chi ha partecipato alle riunioni di maggioranza, arrivano dal Bresciano, dove in tanti vorrebbero difendere il lago di Garda dall'invasione naturista. Ma il business preme e fermarlo non sembra facile, né conveniente.

«L'idea è stata mia - spiega Tizzoni -, da due anni ci hanno contattato associazioni di naturisti. Poiché alcune regioni come Abruzzo e Veneto si sono aggiornate sul naturismo, abbiamo inserito nella legge sul turismo il principio che anche in Lombardia si potrà fare nudismo sulle spiagge, sulle rive dei fiumi, in montagna. Pensiamo alle sponde del Ticino, all'Olona. Devono essere aree ben segnalate, pulite e recintate». Gli iscritti alle associazioni naturiste in Italia sono un milione e in Lombardia circa 200mila, quindi coloro che lo praticano ragionevolmente sono molti di più. L'attenzione è rivolta soprattutto all'estero: «È importante per portare il turismo straniero. Francesi tedeschi e nordici non vengono se non ci sono spiagge attrezzate. In questo momento ci preferiscono Spagna e Grecia: lì è possibile praticare il nudismo».