Turisti, il 2016 batte Expo. Boom da Usa e Germania

L'anno scorso 5,6 milioni di visitatori stranieri. Picco a dicembre: 24,6% in più rispetto al 2015

«Milano a place to be». Nel 2015 lo slogan su manifesti rosso fuoco garantiva che la città dell'Expo era un posto dove esserci. Messaggio che nei Paesi stranieri a quanto pare è arrivato più forza dopo il grande evento visto che nel 2016 i turisti non sono stati quanti, ma addirittura più che nell'anno di Expo. Come un'onda lunga. Se nel 2015, secondo i dati della questura elaborati dal Comune, le presenze registrare dall'estero per una visita in media di due giorni (indipendentemente dalla nazionalità, solo chi arriva da Svizzera e Corea del Sud fa eccezione) erano state poco sotto i 5 milioni e mezzo, il bilancio 2016 si è chiuso con oltre 5 milione e 600mila turisti stranieri e un aumento quindi intorno al 2,07 per cento. L'hinterland invece ha capitalizzato meno il capitale, nel 2016 c'è stato un calo dell'8,15%. Ci sono tre mesi in cui si è registrato un vero e proprio boom: febbraio con un più 10,3% di arrivi, novembre con il 6,85% e soprattutto dicembre con il picco dei visitatori (436mila) tra monumenti, mercatini natalizi e mostre ha superato addirittura il 24,61% rispetto allo stesso mese nel 2015. Da notare anche l'altalena quando si mettono a confronto gli stessi mesi in cui Milano ospitò l'Expo: l'evento a maggio partì piano, e infatti l'anno dopo senza grandi eventi ci sono stati persino più visitatori (+8,86%), mentre ad agosto tennero banco le immagini delle lunghe file davanti al padiglione del Giappone, e nel 2016 non c'è stata partita (-20,4%). A guidare la top ten delle nazionalità più presenti sono gli statunitensi (più di 310mila), seguiti da tedeschi (256.797), francesi (234.860), cinesi (234.729) e inglesi (219.827). La classifica prosegue con spagnoli, svizzeri, giapponesi, russi e brasiliani.

Nell'anno che si è appena chiuso è aumentata nel complesso l'offerta di posti letto, saliti a circa 69mila (+2,5%), ma con una distinzione importante: calano del 5,2% nelle strutture alberghiere mentre si registra un vero e proprio boom (+89%) di strutture extra alberghiere, che sono praticamente raddoppiate (da 543 a 1.027), mettendo a disposizione 15.276 letti in più. «l dati rappresentano da un lato una soddisfazione e dall'altro una sfida - afferma l'assessore al Turismo del Comune, Roberta Guaineri -. Molti avevano messo in dubbio che Expo potesse rilanciare l'immagine di Milano, ma abbiamo dimostrato che si sbagliavano e anzi la spinta all'internazionalizzazione di questa città e la voglia di farne una delle politiche di maggior impegno di questa Amministrazione può produrre risultati ancora crescenti. Siamo pronti ad andare avanti». E Milano ha di fronte altre occasioni per crescere: in primavera si susseguiranno il Salone - e fuorisalone - del Mobile (dal 4 al 9 aprile), poi dal 19 al 23 aprile la nuova fiera del libro («Tempo di libri») con un calendario di eventi collegati sparsi nei quartieri sul modello del fuorisalone, a maggio tornerà Pianocity.

Milano è calamita ma la Lombardia cerca di allargare il tour dei turisti. L'assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini e quello allo Sport Antonio Rossi hanno lanciato ieri cinque nuovi loghi per uniformare e accrescere la qualità di ostelli, Bed %breakfast, locande, rifugi e foresterie e garantito l'impegno su formazione degli operatori e sostegno economico delle imprese di settore con un bando ad hoc da 35 milioni di euro. «Il nostro obiettivo - conferma Parolini - è di diventare la prima regione italiana anche nel turismo».