Tutte le emittenti del mondo in onda da Milano

Nella tre giorni di Radio City venti stazioni internazionali in diretta da piazza Gae Aulenti. Insieme ai dj italiani più amati

C'è Wspn, 91,1 megahertz, trasmette dal campus dello Skidmore College, sono tutti studenti, vengono da Saratoga Springs, New York, e hanno costruito, partendo dal piccolo teatro del vecchio campus, una delle migliori venti radio universitarie d'America. Una scuola di musica, ma anche una lezione di tenacia. E c'è Nrj Energy, 104,2 megahertz, arrivano da Mosca, fanno dance, house e trance music, sono la versione russa della francese Nrs, radio giovane per i giovani. Fanno ballare Santa madre Russia, all night long. E c'è Inter Fm, 89,7 megahertz, trasmette dalla sede della metropolitana di Tokyo in nove lingue, giapponese, inglese, cinese mandarino, coreano, indonesiano, spagnolo, thailandese, portoghese e francese. Parlano al mondo e sono già nel futuro. Come del resto Love Radio di Shangai, Star FM, from Australia, Nogum FM, figlia dell'Egitto. Sembra quasi di sentire i Matia Bazar, c'è tutto un mondo intorno che gira ogni giorno e che fermare non potrai. La radio e il mondo che si incontrano al UniCredit Pavillon, venti radio internazionali che per tre giorni, da venerdì a domenica trasmetteranno da Milano, ombelico del mondo, nella seconda edizione di Radiocity che da quest'anno diventa Irf International Radio City Milano, cioè il festival mondiale della radio, dopo il matrimonio con l'International Radio Festival di Zurigo che promette amore eterno e felicità. Sarà una tre giorni di programmazione on air e live performance a orario continuato: dalle radio internazionali a quelle universitarie di casa nostra, Radio Bocconi, Radio Statale, Radio Bicocca; dai grandi network nazionale Deejay, Capital, M2O, Radio1, Radio2, Radio3, Radio24, RDS, Radio Italia, alle locali, da Radio Lombardia a Radio Marconi; fino all'ultima frontiera le web radio, il futuro prossimo venturo. Come dicono gli organizzatori «Radio City rappresenta la biodiversità delle radio italiane: trovate le star dell'etere e gli ospiti internazionali, le vecchie glorie e i campioni del futuro». Cioè, per dirne qualcuno, Daniele Bossari, Emanuela Falcetti, Giuseppe Cruciani, Linus & Nicola Savino, Pif, Vladimir Luxuria, Petra Loreggian, Massimo Oldani, Betty Senatore, Marco Garavelli. Incontri, interviste, concerti, workshop.

Pensare che la davano per morta la vecchia radio invece non è mai stata così in salute. É ancora una voce che viene dal nulla, il dono dell'ubiquità, il regno della fantasia. Il media più antico, la madre di Nicolò Carosio e di Radio Londra, di Guido Notari, voce del fascismo e dell'Italia liberata, e di Corrado, quello della Corrida, che annuncia che la guerra è finita, che il mondo ricomincia e poi Tutto il calcio minuto per minuto e Alto gradimento. Eppure anche figlia dei tempi nostri, mai così giovane e indifferente alla crisi: ha ascolti in crescita, pubblicità che sale, più di un italiano su due che l'ascolta ogni giorno, quasi nove su dieci del popolo che ha più di 14 anni.

Sarà perchè non è invadente e si accontenta di riempire un senso solo, sarà perchè ti rispetta, il volume lo puoi abbassare mentre lo schermo è luce eterna, sarà perchè, come cantava Finardi, una radio libera, ma libera veramente mi piace ancor di più perchè libera la mente, ma la radio, come scrive Carlo Lucarelli «parlata o suonata che sia, resta discretamente, concretamente, in un certo senso quasi silenziosamente la colonna sonora di una vita».