Tutte le nomine che «ballano» fra Pdl e Lega

Ieri mattina in un'aula del Pirellone poco prima del consiglio regionale l'annunciato vertice del centrodestra per ricucire lo strappo tra i consiglieri del Pdl e Roberto Maroni. Presenti oltre a lui e al suo vice Mario Mantovani, i capigruppo di Pdl, Lega, Gruppo Maroni, Fratelli d'Italia e Pensionati a disinnescare il conflitto innescato dal rifiuto del governatore leghista alla nomina dell'ex deputato pidiellino Giancarlo Abelli alla guida di Ersaf, la società regionale che si occupa dello sviluppo di agricoltura e foreste. Un diktat che fece scattare l'orgoglio di partito e venire a galla una serie di contrasti che fino a quel momento erano stati tenuti sotto controllo. Ma dopo l'affronto al «Faraone» e gli improvvidi accenni di Maroni a «giochi di potere e affari», fu l'ala ciellina a guidare la rivolta. Un comportamento che ieri Maroni ha censurato, chiedendo con una certa ruvidezza («e un po' di arroganza», assicura un pidiellino di rito formigoniano) di evitare in futuro di agitare nuovamente il fantasma di Formigoni. Una resa dei conti edulcorata nel comunicato congiunto uscito al termine della riunione che parla di «un confronto franco e deciso che ha permesso di affinare il metodo di lavoro» e ha «definito una forma stabile di dialogo tra le forze di maggioranza». In concreto, un incontro settimanale tra i capigruppo e uno quadrimestrale con tutti i consiglieri e gli assessori di maggioranza. Si parte subito con un conclave che il capogruppo del Pdl Mauro Parolini vorrebbe alla Fondazione Minoprio a Vertemate.
Ma sul piatto Maroni ha messo anche la rivoluzione delle Aler, la riforma delle Province e la richiesta al Pdl di avere entro venerdì un quadro più chiaro delle nomine. Con Mantovani che prima di decidere su Ersaf ha confidato a un fedelissimo di voler incontrare Silvio Berlusconi. Tramontata la candidatura di Abelli, sembra in calo anche quella dell'avvocato di Formigoni Salvatore Stivala. Possibile, invece, la nomina dell'ex parlamentare Mariella Bocciardo, oggi vice coordinatore regionale del Pdl a fianco di Mantovani. Per Abelli, invece, un posto in una società controllata dalla Fiera dove, al vertice della Fondazione, un patto tra Maroni e il sindaco Giuliano Pisapia avrebbe sbarrato la strada al presidente della Camera nazionale della moda Mario Boselli sponsorizzato dal presidente di Confcommercio e della Camera di commercio di Milano Carluccio Sangalli. Potrebbe così rientrare nei giochi l'ex ministro Paolo Romani.
Per il Corecom che, oltre a essere l'organo regionale di controllo delle telecomunicazioni ha il compito ben più significativo di distribuire i fondi del ministero in base a una graduatoria di televisioni ed emittenti stilata anno per anno, il Pdl sarebbe disposto a concedere la presidenza all'opposizione. E allora il favorito diventa Stefano Rolando, lo spin doctor della campagna elettorale di Umberto Ambrosoli. Ma il segretario della Lega Matteo Salvini nicchia perché quella presidenza la vorrebbe per l'ex direttore dell'ufficio stampa del consiglio regionale Gianluca Savoini. E allora nel Pdl la risposta sono Federica Zanella o Giulio Boscagli.