Tutti in coda alla partenza dei saldi

L'assessore Parolini: «Gli acquisti di Natale sono andati bene, siamo speranzosi»

Elena Gaiardoni

Perché i saldi fanno notizia? Le donne, ne parlano le donne. Le donne li aspettano. La politica del saldo è una delle politiche più discusse, anche perché il giro d'affari è intorno a 5 miliardi di euro. Perché i saldi invernali non iniziano il primo di dicembre per aiutare i consumatori? Ormai sono in molti a chiedersi perché l'acquisto natalizio non sia aiutato. Se Babbo Natale non esiste, si spera che almeno esista il commerciante lungimirante.

Il periodo della merce sottocosto inizia domani 5 gennaio per durare fino al 5 marzo. Due mesi. Corre ottimismo intorno ai saldi 2017, che secondo la maggioranza degli esperti nascono sotto una buona stella, sarà perché il pianeta Giove è in Bilancia, segno della bellezza e della vanità. Trecento e trenta euro la spesa media prevista per famiglia, un tetto di tutto rispetto. Il Codacons scommette su una riduzione del 5% di spesa rispetto allo scorso anno, ma punta su una famiglia su due attirata dallo sconto. I saldi ubbidiscono a una sorta di ipocrisia perché sono tanti i negozi che da settimane, quando entri, sussurrano: «Abbiamo già tutto al 30%». L'annuncio in vetrina ormai è fuori moda nel campo della moda. Invoglia ancora all'acquisto la stagione del prezzo d'oro? «Ci aspettiamo molta partecipazione - commenta Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia -. Gli acquisti natalizi hanno registrato un bella ripresa, il che fa credere che anche da domani la gente possa ritrovare il piacere dell'acquisto perduto in questi anni». Secondo alcune indagini psicologiche, se una volta la parola saldo significava una sorta di riscatto della povertà, oggi invece il prezzo ridotto piace a tutti indistintamente, tanto è vero che sono abbastanza criticate tra le signore quelle marche che ancora resistono e non si concedono l'abbassamento di tono della riduzione, tipo Hermés.

La crisi ha portato all'acquisizione di una certa saggezza, che fa capire come certi prezzi siano gonfiati da meccanismi non più graditi alla clientela che ha tutto e che in saldo cerca il capo fuoriserie. Abbigliamento, scarpe e accessori sono sempre gli oggetti più ricercati, ma alcuni non disdegnano anche un bel saldo sui gioielli o altri beni di superlusso. Anche sul periodo il tema scotta. Si dice fino al 5 marzo, ma si sa che in molti negozi il saldo finisce dopo due settimane dalla data di inizio. Per quanto riguarda la percentuale di sconto varia dal 30, al 50, al 70 per cento, a seconda del negozio, a secondo dell'articolo, e anche questa non è una politica vincente sull'affidabilità del commercio. Ma intanto la corsa della coda inizia.