Tutti in coda per un quadro Ecco i quattro dell'Ave Maria

Dalla Madonna di Piero in sala Alessi alla Natività del Baciccio in San Fedele. I capolavori sotto l'albero

Lucia Galli

Quadri per un'esposizione? A Milano va di moda il «one painting show», esposizione sì, ma di un quadro solo. Per la gioia dei più pigri o di chi dell'arte ama soprattutto sintesi e summa, l'idea che la ribalta sia tutta di un unico dipinto o che la protagonista sia una sola immagine non deve stupire, perché si rifà all'antico senso di devozione che per secoli ha accompagnato la storia delle arte, dei miti e dei riti. Pensate all'immagine sacra della Macarena di Siviglia: esce lacrimosa in processione una sola volta all'anno per la gioia dei fedeli accalcati fra le vie per le feste di Pasqua.

Bene, a Milano è Natale a richiamare sotto l'albero, una serie di mostre «a quadro unico», con un percorso spesso dedicato ed indipendente dal museo o dall'Istituzione in cui si trova. Qualche esempio? È al suo debutto milanese la «Natività ed adorazione», tela di Giovan Battista Gaulli, detto il Baciccio che fino al 22 dicembre, si può ammirare in San Fedele (Itinerario a 2 euro). Lui, artista genovese trapiantato a Roma e nel Barocco, approda nel quartier generale dei Gesuiti meneghini, inserito nel percorso intitolato «Cristo luce del mondo», curato da Alessandro Rossi e Andrea Dall'Asta. A dialogare in questi giorni con il dipinto romano del Baciccio sono due Natività di collezione privata, una del 1630 firmata dal pittore veneziano Pietro Della Vecchia, l'altra del 1713 del pittore cilentano Paolo De Matteis.

Come da tradizione, la sala Alessi di palazzo Marino si trasforma in un tempio laico in cui le Istituzioni «donano» ai milanesi un augurio per le feste attraverso l'arte. Quest'anno, fino all'8 gennaio 2017, protagonista è il capolavoro di Piero della Francesca, la «Madonna della Misericordia», arrivata da Sansepolcro. Nell'allestimento curato da Migliore e Servetto Architects, con il suo grande manto, Maria sembra contenere e rassicurare tutti.

Questa pala è un invito alla scoperta di altre opere del pittore toscano in città, dal San Nicola del museo Poldi Pezzoli alla Pinacoteca di Brera che conserva (percorso speciale a 7 euro) la celebre pala di Brera che Piero dedicò alla «Sacra conversazione».

Fino al 5 febbraio 2017 è festa anche nei Chiostri di Sant'Eustorgio che, per i primi 15 anni del polo museale del Diocesano (8 euro), hanno appena inaugurato un nuovo percorso che include chiesa, cappella Portinari e museo. Guest star, dagli Uffizi di Firenze, Albrecht Duerer con l'«Adorazione dei Magi» in ideale dialogo con le (parziali) reliquie dei re d'Oriente, conservate proprio nella basilica.

Caravaggio sarà protagonista del 2017 con la grande mostra che palazzo reale sta preparando, ma Michelangelo Merisi è già arrivato all'Ambrosiana con uno «scambio» interessante. Mentre la «Canestra di frutta» è in tour a Roma, la galleria Borghese ha prestato, fino al 19 febbraio 2017, alla pinacoteca di piazza Pio XI (8 euro solo mostra) il suo «San Girolamo». Di poco più antico di quello maltese della Co Cattedrale, ma altrettanto struggente con il santo vestito solo del suo mantello rosso, la tela è esposta nella sala Federiciana, attorniata da otto disegni preparatori che altri big da Duerer a Romano, da Nuvolone a Guercino hanno dedicato al grande traduttore in latino della Bibbia.

Dici Caravaggio e allora, da non perdere, ancora a Brera, è il dialogo che attorno a Michelangelo Merisi, fino al 6 febbraio, promette di restare serrato. Con la regia del direttore James Bradburne, la «Cena in Emmaus» è stata posta a confronto con una tela, scoperta nel 2014 in una soffitta di Tolosa, da alcuni storici ora attribuibile a Caravaggio. Questa «Giuditta», valutata, quando era sul mercato, 120 milioni, ha già fatto cadere molte altre teste - vedi le dimissioni di Giovanni Agosti dal comitato scientifico della pinacoteca - oltre a quella di Oloferne. Ma la visita resta un evento, da «one painting show».