Uber eats da oggi arriva anche fuori dal centro Fattorini in viaggio per Lambrate e Lorenteggio

Anche Crescenzago, Forlanini e Rogoredo tra le nuove zone raggiunte dal servizio

Un neo papà, sorprendentemente euforico per la nascita della sua bambina, si è fatto recapitare fuori dalla sala parto della Mangiagalli un vassoio di pasticcini. La dolce attesa si è trasformata così in una dolce scorpacciata forse alla faccia della mamma ancora un po' debole dopo il travaglio.

Non si tratta tuttavia della sola stranezza in tema di cibi ordinati con una app. Un cliente della Mondadori di piazza Duomo, decisamente rapito dalla lettura di un libro, si è fatto portare uno spuntino per meglio assaporare le pagine che seguivano. E al Seven Stars Galleria, hotel extra lusso del centro cittadino, si sono visti piombare nella hall un fattorino con panzerotti caldi caldi perché un ospite straniero, desideroso di gustare il tipico manicaretto non previsto dal menu del super ristorante nel super albergo, non ha trovato di meglio che ordinarlo online.

Il campionario, insomma, è vasto e le storie potrebbero continuare, ma basta questo assaggio a comprendere per quale motivo Uber eats abbia deciso di potenziare i suoi servizi e allargare il bacino di consegna. Da oggi infatti anche quartieri meno centrali come Bicocca, Crescenzago, Lambrate, Forlanini, Rogoredo e Lorenteggio saranno raggiunti dal servizio Uber eats, finora attivo soltanto nel cuore della metropoli.

Città Studi, ad esempio, in soli due mesi dalla precedente espansione, è diventata la seconda zona per numero di ordini ricevuti dal centralino gastronomico disponibile sia in versione iOS sia per Android.

Intanto cambia anche la geografia culinaria in città dove pizza e hamburger restano sempre molto ben saldi in cima alle preferenze dei milanesi, giovani e meno giovani. I sapori asiatici sembrano cedere lentamente il passo ai profumi intensi della cucina sudamericana, in netta ascesa soprattutto per menu argentini che fanno della carne il loro piatto forte. Sempre gettonatissimi e in continuo rialzo i menu spagnoli, brasiliani e messicani, rispettivamente concentrati sui Navigli, nel centro storico e a Brera e nella zona Repubblica-Centrale.

In calo locali di successo fino a qualche tempo fa come giapponesi e cinesi - in particolar modo a Città Studi, Porta Venezia e Porta Genova - thailandesi e coreani. La moda di mangiare all'orientale sembra insomma un po' al tramonto e solo la cucina indiana pare mantenersi a galla. Stabili invece i ristoranti a stelle e strisce e quelli che propongono piatti tipici di casa nostra.