Uccide la compagna davanti alla discoteca

Via Pezzotti: 49enne ecuadoriana accoltellata; sullo sfondo, i problemi irrisolti delle periferie

Sono molte, troppe, ogni fine settimana, le chiamate che arrivano alle forze dell'ordine dai residenti di quella «terra di mezzo» che sta tra il Ticinese, viale Tibaldi, il Gratosoglio, la Barona e oltre il confine della periferia a sud di Milano.

Anche nella notte tra sabato e domenica in molti non hanno apprezzato i rumori assordanti e gli schiamazzi pre e post sbornia che provenivano dal locale di via Pezzotti, il disco pub «B52», ma anche da altri ritrovi frequentati perlopiù da sudamericani tra l'Alzaia Naviglio Pavese, via Ascanio Sforza, via Meda e via Brioschi, via dei Missaglia, piazza Abbiategrasso e fino a Rozzano. Poco prima delle 6, poi, la tragedia, l'ennesimo femminicidio: una portinaia ecuadoriana di 49 anni, Alexandra Del Rocio Mora Alvarez, trascinata fuori dalla discoteca di via Pezzotti dal fidanzato 41enne, il magazziniere dominicano Antonio Nunez Maryinez, è stata accoltellata dall'uomo al culmine di una lite per gelosia. La donna è morta poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell'ospedale San Paolo; lui ha confessato ai carabinieri del nucleo investigativo: «Sì, sono stato io, ero geloso».

Alexandra e Antonio sono due persone perbene: entrambi incensurati e regolari sul territorio, con un buon lavoro, ben voluti fuori e dentro la loro comunità. Eppure ora lei non c'è più e lui si è rovinato l'esistenza. Purtroppo durante certe serate a forte tasso alcolico c'è molto di più del ritmo piacevole di salsa, merengue, bachata, cumbia, reggaeton, huayno, saya e chicha e la cronaca in tal senso parla chiaro: in certi locali, quando si esagera con le bevute, spesso c'è chi ci rimette la vita o resta comunque gravemente ferito.

«Nei mesi passati avevamo segnalato la potenziale pericolosità delle discoteche latine, dove centinaia di frequentatori sono stati segnalati dai residenti per il consumo di alcolici, i tafferugli e i disordini fino a tarda notte durante i sabati, che di fatto impedivano a chi vive in quei luoghi di riposare - fa notare l'assessore alla Sicurezza della Regione, Riccardo de Corato -. Purtroppo, quanto successo è l'epilogo, certamente più drammatico di molti altri casi, dell'utopia, pur generosa, della convivenza multietnica soprattutto in certi casi. Ricordiamo i sei egiziani che si sono accoltellati invia Solaroli, i due rumeni che si sono picchiati in via Padova mandando in ospedale italiano di 63 anni».

«Su via Padova, e in molti altri casi, la giunta di centrosinistra aveva riposto le sue migliori speranze, sostenendo che avrebbe risolto i grossi problemi della zona con un lavoro di integrazione che passava per le feste multietniche - conclude De Corato -. Questo è il risultato ottenuto dalla politica arancione e questo il motivo per cui le periferie hanno abbandonato il voto a sinistra».