Ucciso in mezzo alla strada con tre coltellate al petto

Un peruviano di 28 anni, ammazzato con tre coltellate al petto in strada poco prima di mezzogiorno e a poche decine di metri dalla Regione. Poi: una pistola che spara ma non si trova, un'auto che fugge con i vetri rotti, una strana rapina in un modesto alloggio a pochi metri dal luogo dell'omicidio. Sono tutti gli ingredienti di un delitto consumato ieri in via Oldofredi, traversa di piazza Carbonari.
Sono da poco passate le 11.30 quando una giovane si attacca al campanello di un ufficio di informatica. «Era la mia ragazza che mi chiedeva farla entrare in fretta perché sul marciapiede tre tizi stavano litigando furiosamente» racconta Daniele 29 anni. «Dopo averle aperto sono andato alla finestra e ho visto tre persone che si strattonavano. È arrivata una macchina, ha rallentato e accostato. Uno dei tre ha estratto una pistola e l'ha puntata sulla vettura. Io personalmente non ho udito nulla ma qualcuno dice di aver sentito degli spari. Poi l'auto è ripartita. Allora uno dei litiganti ha tirato fuori un coltello e colpito l'uomo della pistola. Subito dopo - prosegue Daniele - si è allontanato senza fretta, ho fatto in tempo a vedere la lama scintillare al sole. Gli altri due hanno fatto qualche passo, poi il ferito si è accasciato. L'amico è rimasto un paio di minuti poi se l'è filata».
Arriva un equipaggio dei carabinieri e le ambulanze del 118. I soccorritori tentato di rianimare il ferito ormai agonizzante che difatti alle 12.20 cessa di vivere. Gli investigatori raccolgono le testimonianze, ma dell'arma che avrebbe sparato non c'è traccia. O meglio viene rinvenuta a terra una perfetta riproduzione di una pistola automatica, ma nel tutto innocua, e nessun bossolo. Anche se le telecamere in zona avrebbe ripreso un'auto sfrecciare con un finestrino infranto.
Ma non è l'unica stranezza. Poco prima del delitto viene segnalata una rapina in via Nazario Sauro 5, poche decine di metri dal luogo del delitto. Tre uomini disarmati sarebbero entrati nell'alloggio di due coniugi, trentenni incensurati, li avrebbero minacciati e rapinati. Niente di strano se non si trattasse di uno stabile estremamente modesto e le vittime abitassero in un minuscolo appartamento di 50 metri quadrati. Da cui è evidente come ci sia poco da ricavare. Nel dubbio i carabinieri sigillano la casa e portano la coppia in caserma.
Nel frattempo si cerca di identificare la vittima un uomo sui trent'anni, 1.70, corpulento al limite dell'obesità, con addosso jeans e una maglietta. Da tratti somatici sembrerebbe sudamericano, ma non ha documenti in tasca, ne telefono cellulare, anzi non ha proprio nulla addosso o nella tracolla che portava con se, anche se sicuramente non era la rapina il movente del delitto. Il medico legale conta tre fendenti, uno mortale al cuore. Solo in tarda serata arriva la conferma che si tratta di un peruviano di 28 anni, di cui i carabinieri non forniscono ancora il nome. Con quell'identità, da un ricerca in archivio, non risulterebbero precedenti a suo carico. Avuta la conferma dell'identità, possono ora partire le indagini vere e proprie. E capire se la sua morte sia collegata alla strana rapina di via Nazario Sauro.