Ucciso con tre coltellate: il padre trova il cadavere

Il corpo era in soggiorno con ferite al torace Da 48 ore l'uomo non aveva notizie del figlio

Un palazzo comunale di periferia, come ce ne sono tanti al Lorenteggio, labirinti umani dove ogni scala meriterebbe un romanzo, ogni porta un capitolo a se stante. L'appartamento è in via Gonin 28, al pianterreno, scala E. Quando ieri mattina poco prima di mezzogiorno il padre del 47enne Stefano Epis è entrato, usando le sue chiavi, era sicuro che al figlio fosse accaduto qualcosa. Non lo vedeva da un paio di giorni e poco prima aveva cercato di chiamarlo, ma inutilmente: il telefono suonava a vuoto. Di primo acchito, la casa silenziosa e in ordine, lo ha fatto ben sperare. Immediatamente dopo, però, il cuore gli è balzato in gola con tutta la violenza che solo certe scene drammatiche possono scatenare: Stefano era in soggiorno, a terra, supino, il corpo immerso nel sangue. Tantissimo sangue. Troppo perché fosse rimasto vittima di un incidente. Il padre a quel punto non aveva più parole, ha gridato il nome del figlio, ma era evidente che per Stefano c'era ben poco da fare. Così il 118 che, a sua volta, ha avvertito la questura. Sul posto sono giunte le volanti, ma all'arrivo del medico legale è dovuta intervenire la squadra mobile: il dottore, voltando il cadavere, ha notato subito che quel poveretto era stato ferito con tre coltellate tra il torace e l'addome. Ed è certo che Stefano Epis non se le è inferte da solo.

Un omicidio quindi. Avvenuto, sempre secondo il medico legale, nelle 24 ore precedenti il ritrovamento, quindi giovedì con ogni probabilità. Con una vittima che doveva per forza conoscere il suo assassino (o gli assassini, al momento tutto è possibile).

Gli investigatori della sezione omicidi stanno lavorando sugli elementi, per ora non molti, in loro possesso. Epis, che viveva solo ma era padre di un bambino, aveva un problema di tossicodipendenza che duravano da parecchio tempo e dei trascorsi un po' travagliati. Qualche precedente per reati contro il patrimonio e per detenzione di stupefacenti danno un'idea, seppure molto approssimativa come sempre in questi casi, di quello che, probabilmente a causa della droga, aveva passato. Tuttavia chi lo conosceva di vista nel palazzo ne parla come una persona pacata, molto affettuosa con il proprio bambino e cortese nella propria riservatezza. Solo l'anno scorso Epis, per ragioni al momento non divulgate, aveva litigato con un uomo che in seguito lo aveva denunciato per minacce.

Gli investigatori, come sempre in questa fase delle indagini non si sbilanciano. E sostengono di non aver ancora verificato se l'uomo avesse un'occupazione, seppure saltuaria, che gli permettesse di tirare avanti da solo. Per il momento non si parla ancora di movente preciso. Anche se sarebbe fin troppo facile e probabilmente non esaustivo basarsi solo sui trascorsi penali della vittima. L'analisi dei due telefonini rinvenuti a casa di Epis e le celle telefoniche che hanno incrociato i cellulari rivestono un'importanza fondamentale nelle prossime ore.