Gli ultimatum dei ribelli Pd che fanno infuriare Renzi

Il Pd fisserà la data delle primarie entro il 30 settembre SinistraDem non s'accontenta: «Votiamo a dicembre»

L'ultimatum dei «ribelli» è scattato quasi a fine riunione e (almeno a parole) hanno strappato l'impegno del segretario Pd Pietro Bussolati. Basta rinvii, la data delle primarie sarà fissata entro il 30 settembre. La SinistraDem ha rispedito al mittente (cioè i renziani) il ruolo del livello nazionale e del sindaco Giuliano Pisapia sul clima di incertezza che si respira nel centrosinistra a Milano. Sulla consultazione, è stato il messaggio, si deve decidere a livello locale, e Pisapia semmai deve avere un ruolo di garanzia, non di regia. Quindi: basta fare melina. Bussolati non si scompone, ricorda di aver «sempre detto che entro fine estate la coalizione sarebbe arrivata al dunque, sia sul regolamento delle primarie che sulla data del voto». Ma si sa che la discesa in campo con ampio anticipo dell'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino e del deputato Emanuele Fiano, considerati due nomi deboli, ha scombinato i piani. Da Roma è scattato il ralenty sulle primarie e la caccia a un big di bypassarle. Per questo durante la segreteria metropolitana martedì sera la SinistraDem (che sponsorizza Majorino) ha puntato i piedi, strappando una scadenza certa. E il giorno dopo ricorda un altro impegno assunto prima dell'estate da Bussolati: «Aveva detto - ricorda Matteo Mangili - che la partita delle primarie si sarebbe chiusa entro il 2015. C'è tutto il tempo: bastano tre settimane per la raccolta firme e rimangono poi due mesi per la campagna. Se vogliamo votare a dicembre si può fare». Ma le date più gettonate ormai sono il 31 gennaio e il 7 o 14 febbraio, giorno di San Valentino. La scadenza a fine anno taglierebbe definitivamente fuori l'ipotesi del commissario Expo Giuseppe Sala (ha ribadito che sarà concentrato sulle prime operazioni di smontaggio fino a fine anno). Anche ieri Majorino su Facebook è tornato ad agitare lo spettro di un accordo tra Pd e Ncd sul nome di Sala: «Ho letto che dopo Lupi pure Alfano lo promuove come candidato. L'importante è che nessuno mi proponga Alfano in coalizione. A Milano pasticci non ne dobbiamo fare. E spero valga per tutti». Ribatte Bussolati: «Penso che Majorino abbi altre priorità di cui occuparsi che non le parole di Lupi o Alfano». Da registrare anche la battuta di un altro Ncd, l'ex sindaco Gabriele Albertini: «I contenuti di questo governo sono i nostri - ha detto -. Nel Pd non entrerei, ma se diventasse il Partito della Nazione, ed estromettesse le componenti massimaliste, a quel punto saremmo sulla stessa lunghezza d'onda».

Tornando al capitolo primarie, insieme alla data SinistraDem ha chiesto di fissare la scadenza per il deposito delle candidature (serviranno da un minimo di 1.500 ad un massimo di 2mila firme uniche, 500 in più del 2010). Nella bozza del regolamento che il Pd sottoporrà a Sel e Rifondazione c'è l'età minima di 16 anni per votare, ammessi gli stranieri con permesso di soggiorno, si verserà un contributo di 2 euro. Escluso dalle corsa chi ha militato nel centrodestra negli ultimi 7 anni. Saranno primarie a turno unico e i candidati dovranno impegnarsi a sostenere lealmente il vincitore. Una formula già usata, ma poi il patto è stato tradito, la Liguria insegna.