Ultimatum di Forza Italia sulla nuova moschea: «Si espropri l’area giusta»

La preghiera dei musulmani continua il suo «pellegrinaggio virtuale» da una zona all’altra della città. Ma l’incertezza comincia a provocare insofferenza nei partiti della maggioranza: «Questo turbinio di informazioni deve finire - ha detto ieri il capogruppo di Forza Italia Giulio Gallera - capiamo le difficoltà del prefetto, ma lo invitiamo a procedere anche con l’espropriazione dell’area che considera idonea, la vicenda sta diventando una pantomima».
Ieri mattina il presidente del centro islamico Abdel Hamid Shaari ha condotto due sopralluoghi, accompagnato da Divier Togni, proprietario del Palasharp, che aveva proposto al prefetto una rosa di soluzioni per tamponare le emergenze di settembre, quando i musulmani, per la prima volta dopo anni, dovranno trovare una sede alternativa alla moschea-garage di viale Jenner. La prima verifica è girata intorno al Palasharp di Lampugnano, in quel piazzale di via Salerio che resta la soluzione più probabile nel medio periodo. Quanto a settembre, la scelta del Pd di limitare a venerdì 5 la disponibilità dell’impianto è stata oggetto di forti critiche: «Sono democratici? - ha ironizzato il capogruppo di An, Carlo Fidanza - allora lo dimostrino». «Per due venerdì di settembre - la stoccata del leghista Davide Boni - verrà meno il senso di accoglienza della sinistra nei confronti della comunità islamica». Il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, invece, ha biasimato il sindaco per il «basso profilo» sulla vicenda: «Sono per la “mozione Formigoni-Brandirali” - ha detto Majorino - una moschea e tanti piccoli centri».
Seconda tappa del giro virtuale il Ciak di via Procaccini, possibile sede del rito serale di ramadan ma subito bocciata dalla Lega, per bocca del capogruppo a Palazzo Marino, Matteo Salvini: «Idea bizzarra - ha detto - tenderei ad escluderlo anche solo per mezz’ora, ci sono fin troppi problemi in quell’area». Immediate le perplessità di residenti e Zona, per la sovrapposizione con un’altra emergenza: il trasferimento dei grossisti da Chinatown. «Si rischia di aggiungere confusione a confusione - dice Pierfranco Lionetto, portavoce dei residenti di “ViviSarpi” - altri problemi senza che siano stati risolti i vecchi. Qualcuno potrebbe pensare che si cerca di far fallire la pedonalizzazione». Scettico anche il presidente di Zona 8, Claudio Consolini: «Rispetto al Palasharp ci sono più difficoltà, di traffico, viabilità e non solo. E poi si parla solo della Zona 8». In realtà il terzo «petalo» della rosa è in un’altra zona, ma altrettanto critica. Si tratterebbe di un capannone privato in via Cosenz, a due passi da via Bovisasca. Una collocazione che non sarebbe dispiaciuta a Shaari, il quale tuttavia ha dovuto scontrarsi con un prezzo troppo alto: «È molto cara. Come possiamo sostenere uno sforzo economico del genere senza la certezza di avere poi i permessi urbanistici? Rischiamo di fare un buco nell’acqua».