Ultimatum a Milan e Inter: «Lo stadio nelle aree Expo»

«Entro la fine del mese». Il governatore Roberto Maroni accelera sulla questione dello stadio da costruire sui terreni di Rho-Pero alla fine dell'Expo e concede a Milan e Inter non più di altre due settimane per decidere se ed eventualmente come costruire il nuovo impianto destinato a sostituire san Siro. Un'accelerazione piuttosto decisa che ha tutto l'aspetto di una strigliata ai vertici delle squadre milanesi che dopo aver presentato prima di Natale le loro più o meno ufficiali manifestazioni d'interesse, evidentemente traccheggiano. L'occasione è stata la riunione del consiglio nazionale del Coni convocata ieri a Milano nella sede di Sky dal presidente Giovanni Malagò e a cui oltre a Maroni ha partecipato anche il sindaco Giuliano Pisapia.
«Nei prossimi giorni - ha annunciato Maroni - parlerò con il Milan perché dobbiamo chiudere entro fine mese. Siamo alla stretta finale, i tempi si avvicinano». E al Coni Maroni ha comunicato la decisione di creare nell'area Expo la cittadella dello sport che oltre allo stadio comprenderà altre strutture come un velodromo, un palazzetto e una piscina olimpica. Proprio in quest'ottica a Maroni sembra un buon segno anche l'arrivo al Milan del nuovo allenatore. «Ho grande stima di Inzaghi - ha detto ai giornalisti -, ma credo che Clarence Seedorf sia l'uomo giusto. Berlusconi me ne parlò già un anno e mezzo fa». Perché «se Seedorf sistema le cose nello spogliatoio è una buona notizia, così il Milan può occuparsi dello stadio». Favorevole anche Pisapia. «Ci sarà un bando - ha spiegato -, ci fosse una cittadella dello sport va benissimo, l'importante è che quel sito e quei terreni non siano cementificati. Su questo c'è condivisione. Per il resto il progetto migliore vincerà e se nel progetto migliore ci fosse un campo sportivo e anche uno spazio per la musica, ne sarei particolarmente lieto».
Ma durante il consiglio nazionale del Coni Maroni ha anche assicurato che la Regione garantirà allo sport praticato a tutti i livelli «sostegno economico, investimenti, ma anche diffusione dei valori nella società, per uno stile di vita più sano». Ricordando che proprio per questo ha voluto nella sua giunta un grande campione olimpico come Antonio Rossi. «È un assessore straordinario che con il suo lavoro sta confermando l'impegno costante della Regione verso lo sport».
Ricordando come nel bilancio 2014/2015, sia già stato previsto «uno stanziamento di 20 milioni di euro, di cui 16 destinati all'impiantistica e 4 per l'educazione».
Poi l'appello al presidente Malagò a cui ha ricordato l'impegno della Regione per «rivitalizzare le tante strutture che rappresentano la storia delle eccellenze lombarde nel mondo dello sport.
Piccoli musei locali, nati dalla passione di singole persone, che purtroppo in molti casi rischiano di chiudere, perché venuto meno il fondatore, magari non sono in grado di gestirsi da soli». Chiaro, tra gli altri, il riferimento al museo della Madonna del Ghisallo. Un tempio del ciclismo oggi in crisi.