Un'asta per il disagio psichico con ritratti di artisti e pazienti

Sfruttare l'arte, che è linguaggio universale e non ha bisogno di parole, come canale aperto per parlare al cuore e dimenticare il cervello, punteggiato di buchi neri e di dubbi: con i malati psichici l'arte-terapia funziona, eccome. È stato il MoMa di New York il primo museo a organizzare nel 2006, quando nessuno lo faceva, mostre per pazienti con disagi psichici: in Italia l'arte-terapia nei musei è stata sperimentata finora solamente alla Gnam di Roma, a Palazzo Reale di Napoli e a Palazzo Strozzi a Firenze. Per questo si deve guardare con grande attenzione all'iniziativa «Ritratti d'autore» proposta a Milano dalla Fondazione Lighea Onlus, presieduta da Giampietro Savuto e da anni impegnata per il reinserimento sociale di persone affette da disagi psichici (www.fondazionelighea.it). Si tratta di una vera e propria mostra d'arte con opere realizzate dai pazienti della fondazione e da trentuno artisti professionisti chiamati a lavorare insieme ai malati su un tema comune: il ritratto femminile. «Quella comunemente definita arte-terapia è un'esperienza clinica che pone al centro della sua pratica il fenomeno espressivo» spiega Martina Adamuccio, giovane critica d'arte curatrice della mostra. Tra gli artisti che hanno partecipato al progetto, vi sono firme come Maurizio Galimberti, Marco Fromisano, Giuseppe Bombaci. Le loro opere, tutti ritratti di donna, sono in mostra fino a lunedì nel palazzo di via Santa Marta 15, accanto a quelle realizzate dai pazienti seguiti da Linghea: il confronto tra artisti e malati non avviene solo in mostra, ma è stato al centro di un laboratorio che ha visto tutti collaborare al processo creativo che ha dato vita ai lavori esposti. Lunedì sera (ore 18.30) le opere saranno al centro di un'asta benefica alla Fondazione Stelline di corso Magenta per sostenere le attività della fondazione, con l'attrice Teresa Mannino come battitore d'eccezione.