Gli uomini raccontano le donne (malate) per un «corto» di speranza e di coraggio

La storia migliore diventerà un film breve proiettatto in tutte le sale

Michele Vanossi

Un cortometraggio che racconterà un pezzo di vita. La sofferenza, la speranza e l'amore con cui si vive e si condivide anche la malattia. Un racconto che verrà proiettao in molte sale e che aiuterà lòe donne malate di tumore a sentirsi meno sole. Mancano pochi giorni al 15 gennaio, termine entro e non oltre il quale iscriversi per partecipare all'importante iniziativa aperta a tutti: «#afiancodelcoraggio». Si tratta di una raccolta di storie di vita realmente accadute (comprensione, aiuti pratici, solidarietà, forza, calore, amore.) raccontate da uomini (mariti, compagni, parenti, amici) che hanno compiuto l'esperienza di vivere accanto ad una donna colpita da patologia tumorale. E' promossa dall'azienda farmaceutica Roche e sostenuta da Salute Donna Onlus, l' associazione no profit fondata nel 1994 da Annamaria Mancuso all' Istituto dei Tumori di Milano.

E' presente in diverse città italiane (in Lombardia a Milano, Albiate, Assago, Carate, Garbagnate, Monza, Seregno, Seveso, Varedo e Vimercate), conta oltre 3.000 iscritti, 300 volontari che si impegnano costantemente durante tutto l'anno con oltre 72.000 ore di attività in tutte le sedi. Promuove iniziative di screening, incontri formativi e informativi, eventi culturali per la raccolta di fondi, banchetti e soprattutto un costante presidio sul territorio con le attività degli ambulatori (www.salutedonnaonlus.it). «Un prezioso alleato per debellare e sconfiggere in modo più significativo ed incisivo la malattia è indubbiamente il supporto da parte del coniuge, degli amici, dei parenti, dei figli, dei padri traducibile anche con piccoli gesti come ascoltare, accompagnare il paziente oncologico alle visite, cucinargli qualcosa di buono o sollevarlo da alcune attività di casa», sostiene fermamente Annamaria Mancuso che con un pizzico di emozione racconta come sia bello fare emergere quel lato amorevole del mondo maschile che non viene mai messo in luce e che non sempre è scontato. «Anche io, in passato sono stata colpita da una forma tumorale e ricordo con gratitudine e affetto la vicinanza e l'aiuto concreto di mio fratello e di mio marito».

Le storie devono essere inviate al sito: www.afiancodelcoraggio.it e saranno attentamente valutate da una giuria che sarà composta da Gianni Letta, Alberto Ricciuti, Annamaria Mancuso, Paola Binetti, Maria Sole Tognazzi, Carlo Rossella, Emila Grazie de Biasi, Federica Pontremoli. Dal racconto vincitore sarà tratto un cortometraggio (per il quale è prevista la messa in onda in tutti i cinema) con lo scopo di aiutare le donne a sentirsi meno sole, e per sensibilizzare la società ad un ad un approccio diverso al tumore femminile che non è solo un problema delle donne ma della collettività, della famiglia e delle comunità in cui vivono.