Urgenze in ospedale: scatta la caccia ai furbi

Negli ospedali è sempre più frequente l'abuso dei bollini verdi. Parecchi pazienti insistono con il medico di base per ottenerlo e per saltare code che, per gli esami più richiesti, arrivano a tre o sei mesi. Tuttavia non sempre c'è l'urgenza. E allora accade che anche il paziente che ha davvero diritto alla corsia preferenziale del bollino verde si trova incastrato nel meccanismo dell'attesa. E le 72 ore entro cui dovrebbe essere fatto l'esame, in qualche caso, diventano di più. Sembra che il bollino verde - nato nel 1999 per regolare i tempi di attesa degli esami in base alla gravità dei casi - abbia fatto il suo tempo. Le richieste sembrano sempre più alte dell'effettiva disponibilità di bollini. A rendersi conto degli abusi è lo stesso Ordine dei medici che rileva parecchi casi in cui lo stesso personale amministrativo degli ospedali suggerisce ai pazienti di «farsi dare dal medico il bollino verde per fare prima». «E pensare - commenta il presidente dei medici Roberto Rossi - che si potrebbe benissimo fare a meno del bollino verde. Basterebbe apporre sulla prescrizione la “U“ di urgenza, che è esattamente la stessa cosa. Il vero problema è che il personale del front-office degli ospedali fa fatica ad accettare questa prassi e ovviamente il paziente non insiste». Ci si rende tuttavia conto che il vero problema da risolvere, a monte, è quello delle liste d'attesa.