Urla e denunce, il Consiglio nel caos

Una scena del delitto allestita a Palazzo Marino («perché il centrosinistra ha ucciso la democrazia») e una gazzarra in aula che ha costretto il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo a interrompere i lavori. E adesso i consiglieri di Lega e Pdl rischiano una denuncia per «interruzione di pubblico servizio». Perché dopo mezz'ora di rumorose proteste sotto lo sguardo irritato del sindaco Giuliano Pisapia («una vergogna impedire all'assessore Maran di parlare»), Rizzo ha sospeso la seduta. Ma «costretto nella mia veste di pubblico ufficiale», a chiedere a due agenti di identificare gli autori della bagarre e poi al responsabile della polizia locale di redigere un rapporto che sarà trasmesso al comandante che, nel caso ravvisasse un'ipotesi di reato, lo dovrà trasmettere alla procura.
Scene che non si vedevano da anni, dalla famosa notte degli «emendamenti in bianco» che portò davanti ai magistrati lo scontro tra Albertini e l'opposizione. O quando nel 2003 fu il centrosinistra a salire urlando sui banchi per impedire all'assessore Mario Talamona di fare la relazione sul bilancio. A testimonianza di come la tensione sia oggi arrivata al livello di guardia. «Basilio Rizzo - attacca il vice presidente del consiglio Riccardo De Corato -, proprio lui che aveva fatto della contestazione una professione quando era all'opposizione, ha chiamato i vigili chiedendo di identificarci uno a uno. Ricordo quando era lui a interrompere il consiglio o quando era venuto con l'elmetto della polizia».
Dimostrazione che la notte passata in aula per l'ennesima tassa-Pisapia con la stangata sulla sosta ha lasciato il segno. Perché il centrodestra non ha perdonato a Rizzo di aver interrotto la discussione «contingentando» i tempi del dibattito e «impedendo a noi dell'opposizione di proporre delle modifiche all'ennesimo salasso per i milanesi», ha spiegato il capogruppo della Lega Alessandro Morelli. Annunciando «un ricorso al Tar sia sulla materia degli aumenti, sia sul metodo usato da Rizzo per imbavagliarci». Immediata la risposta. «Quegli emendamenti erano pretestuosi - spiega Rizzo - semplice ostruzionismo. Vogliono fare ricorso? Lo facciano pure». Una spiegazione che inasprisce il conflitto. Con i consiglieri del centrodestra che davanti al Comune hanno indossato le tute bianche della polizia scientifica e steso a terra sagome a ricordare cadaveri. «Si è fatto scempio della democrazia - ha protestato il capogruppo Pdl Alan Rizzi - Noi volevamo migliorare la delibera e ci hanno chiuso la bocca per impedircelo».
E alla fine dopo il primo giorno il bollettino di guerra parla già di due commissioni saltate per mancanza del numero legale e di un consiglio subito interrotto. «Il grave - spiega Rizzo - è che questo clima non fa bene a nessuno». A dire di quanto anche a sinistra siano preoccupati per un Comune che rischia di rimanere paralizzato da un conflitto che si è fatto così aspro.