In vacanza a Milano negli ostelli a «5 stelle»

Addio camerate da caserma e bagni sudici, in città sono nate residenze piccole, ma confortevoli. Moderne e attente al look

«I nostri clienti medi sono i “bag packers”, ma non solo». Un mondo a parte di giovani dai 20 ai 30 anni in media, di ogni nazionalità, che viaggia rigorosamente in ostello. A parlarmi di “bag packers” è Eugenia, la ragazza che mi accoglie nell'Ostello Bello Grande, ultimo della nuova generazione di hotel low cost nato a Milano nel settembre 2011 in via Lepetit 33 (02-6705921, www.ostellobello.com), a due passi dalla Stazione Centrale (sulla facciata trionfa ironicamente la scritta «questa casa non è un albergo»): faccio finta di niente, ma non ho mai sentito la parola «bag packers». Poi, nel corso della conversazione, capisco: sono ragazzi sui 23-24 anni che viaggiano soli con grandi zaini, e trovano alloggio rigorosamente negli ostelli, quelli di oggi: scordatevi le camerate da caserma, i bagni semi sudici da condividere in venti. Gli ostelli 2.0 sono curati, allegri, attenti all'estetica e al look, e con diverse tipologie di ospitalità: «Tutte le camere hanno il proprio bagno –continua Eugenia-, e per un letto si paga dai 29 ai 39 euro a notte. Per una doppia privata i prezzi sono tra 80 e 120 euro, per una singola privata su 65-70». Tra i clienti anche famiglie e coppie che vengono a Milano per Expo, o per seguire un corso o partecipare a fiere: «Qui tutto è studiato per semplificare: nel prezzo della stanza sono inclusi anche la reception 24 ore su 24, l'aperitivo tutti i giorni, l'uso della cucina dove lasciamo sempre gli ingredienti per un piatto di pasta o altro, la colazione dalle 7 alle 12. Ma se ti svegli alle 13 dopo una notte brava, te la prepariamo lo stesso. E poi tappi per le orecchie e un lucchetto per chi dorme in stanze multiple». Anche la tassa di soggiorno è inclusa nel prezzo, e sono disponibili pc, wi-fi, stanze relax, un grande balcone con amache, un orto. Ammessi i cani.

Viaggiare in ostello è un modo per condividere esperienze e conoscere nuovi amici. «Sono arrivato oggi a Milano –mi dice Scott, australiano 27enne dopo aver finito di mangiare un piatto di pasta nell'Ostello Bello, il primogenito dell'Ostello Bello Grande, che si trova in via Medici 4, in pieno centro (02-36582720)-. Sono venuto da solo per girare l'Italia, non sapevo dell'Expo, ci andrò nei prossimi giorni: la cena era ottima, c'è un bel clima qui». Effettivamente sia nella sala da pranzo, affacciata sulla strada, sia nel seminterrato, tra biliardino, divanetti, libri e giochi in scatola, l'allegria regna sovrana. Nel giro di 10 minuti conosco Philip, belga di 23 anni, e Daren, di 27 canadese: si erano incontrati poco prima, già amici. «Penso che l'ostello sia il modo migliore per viaggiare –dice Philip-. Si conoscono persone e si entra nel vivo del posto che si visita». «Certo -aggiunge Daren- sono migliorati molto negli anni: sono luoghi in cui stare insieme, non per dormire e basta». Lo sa bene Elisabeth, 88 anni, la signora americana che in luglio ha dormito all'Ostello Bello di via Medici, in una stanza in condivisione. Sgrano gli occhi, ma Lorenzo, 23 anni, milanese che lavora proprio in questo ostello, mi garantisce: «Certo, ospitiamo davvero tutti. In Italia sembra strano perché ancora non si è sviluppata questa cultura, ma c'è davvero chi sceglie di viaggiare solo in ostelli». Anche i volontari di Expo dormono negli ostelli: arrivando in Città Studi in via Ponzio 75, nell'Ostello Milano Urban Città Studi che fa parte della catena New Generation Hostel vedo ragazzi con indosso la divisa della manifestazione: «Oggi è stato il mio primo giorno come volontaria –dice Chiara, 22 anni, di Torino-. Studio moda al Politecnico, ma appena posso partecipo a queste manifestazioni: ho fatto anche la volontaria in Polonia, a Cracovia, per il Treno della Memoria. Dormo sempre in ostello: conosco tante persone ed entro in contatto con nuove idee. Si può girare tutto il mondo oggi così, hanno un livello medio di qualità buono». Dello stesso parere i ragazzi che affollano ogni sera la Cascina Cuccagna, in via Cuccagna 2, angolo Muratori (www.cascinacuccagna.org, 02-83421007): ci sono una decina di letti in piccoli o grandi alloggi (sempre dai 35 ai 45 euro a notte). Chi dorme alla Cuccagna ha chiavi personali e ingresso riservato, qui non c'è reception, ma è impossibile sentirsi isolati, tra il bar, il ristorante e le tante attività organizzate tutti i giorni.